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Laggiù, dove il mondo è nato
25 luglio/22 agosto
(in Siria dal 30 al 17 agosto)
Luoghi visitati:
San Simeone – Aleppo – Ebla – Apamea - castello di Saladino – Ugarit - Krak dei cavalieri – Hama – Damasco – Bosra – Jarash – Betania - Mar Morto - monte “Nebo” (Basilica delle Rimembranze) – Madaba - la strada dei RE – Al Karak – Petra – Aqaba - Wadi Rum – Palmira - Qasr Al Heir Ash Sharqi – Resafa (Sergiopolis) – As Sawra (Qalat Jaabar).
25 Partenza da Ancona Partenza da Ancona alle 13.00 e si viaggerà fino alle 10,30 del 26 luglio L’attraversamento di Grecia e Turchia non prevede soste programmate ed eventuali costi di campeggi o parcheggi sono a parte. Pertanto, per una più autonoma gestione del viaggio di tr
asferimento, sarà possibile dividersi per ritrovarsi alla frontiera turco/siriana la sera del 29 luglio.
Una volta entrati in Siria, fino al ritorno, avremo un accompagnatore automunito che ci seguirà per tutto il viaggio
26 Grecia/
Turchia Attraversamento della Grecia meglio sarebbe sostare alla frontiera di Ipsala (784 km.)
27 Turchia Attraversamento della Turchia
28 Turchia Attraversamento della Turchia
29 Turchia Arrivo al confine turco/siriano Cilvegozu (frontiera con la Siria). (da Ipsala sono circa 1.400 km)
30 Civegozu - Kafer Ammeh (Aleppo)
km. 73 Sveglia all 8,00: Ad attraversare la frontiera Turca ed entrare in Siria, per i vari iter burocratici, si impiegheranno oltre 4 ore. Il paesaggio è fatto da terreni sassosi ed aride colline, mentre in lontananza si vedranno, piccoli e grandi paesi dalle case basse.
La strada è buona e scorrevole. Visita del monastero di San Simeone. E’ una grandiosa chiesa eretta tra il 476 ed il 491, attorno alla celebre colonna su cui il santo trascorse 38 anni della sua vita senza mai scendere. Le rovine della chiesa e del monastero, sorgono sul Massiccio Calcareo, sopra l’antica città di Telanissos.
Splendida facciata, ricca di armonia ed equilibrio ha accolto per secoli i pellegrini diretti alla colonna del santo. Da vedere il battistero, un ottagono a cupola del 500, elegante e ben conservato che prende luce da numerose finestre. La terrazza davanti alla facciata della basilica occidentale dà direttamente sul ripido fianco della montagna ed in qualsiasi momento della giornata offre uno splendido panorama. Riprendiamo il viaggio e arriviamo al campeggio ad Aleppo.
31 Visita alla città di Aleppo
km. 0 In mattinata, verso le ore 8,30, con un pullman riservato, comincia la visita di Aleppo. E’ una delle città più antiche del mondo, culla delle civiltà ed anche una delle più aperte e vivaci del Medio Oriente. La città è abitata da arabi turchi, armeni che oltre alle etnie si mescolano le varie religioni nella più assoluta libertà. Visiteremo la bellissima cittadella situata sulla sommità di una collina dalla quale il si domina tutta la città, insieme al vasto altopiano circostante, il mare di case, tutte grigie, dal quale emergono moschee e minareti.
Bellissime fortificazioni arabe con una gigantesca parte eretta fra XIII e il XVI secolo che permette di accedere al suo interno. Per la maggior parte, ben conservata si mostra nel suo splendore dimora bellissima, l’ingresso principale ricorda il sultano Khalil. Tre portali con decorazioni di draghi e leoni, cinque corridoi a gomito rendevano più facile la difesa, grandi sale ed un cortile con i mosaici, i bagni e la sfarzosa sala del trono con soffitto originale. Pranzo al ristorante in un caratteristico ristorante nel quale assaggeremo pietanze tipicamente siriane. Visita della città vecchia dove la confusione regna sovrana per tutta la vastità del mercato in gran parte, coperto. Riento in campeggio.
1 Aleppo - Kafer-Ammeh - Al Haffan
km. 218 Lasciamo il campeggio in direzione di “Ebla” per arrivare al sito archeologico. Dopo la breve visita riprenderemo la direzione Ma ‘Arrat.
Sosta pranzo nel parcheggio del sito di “Apamea” uno dei più importanti del Medio Oriente, che visiteremo dopo la pausa. Straordinario il colpo d’occhio che presenta la strada colonnata. Si estende per una lunghezza di 2 Km. ed una larghezza di 37 m. Riprenderemo il viaggio attraverso una strada di montagna con suggestivi panorami. Pernottamento nei pressi del Castello di Saladino.
2 Al Haffan-Krak dei cavalieri
Km.198 Visita del castello di Saladino, a bordo di pulmini. Riprenderemo direzione Latakia per giungere a Ugarit dove effettueremo una breve visita, per poi ripartire in direzione Tartus.
Dopo la sosta pranzo ripartiremo in direzione del Krak dei cavalieri. Per la notte ci fermeremo nel piazzale antistante il grande castello.
3 Krak dei cavalieri – Damasco
Km. 298 Il castello “Krak dei cavalieri” è un grandioso complesso straordinario; le mura che formano la cinta della rocca superiore hanno una robusta barriera di pietroni squadrati affiancati da torri. Caratteristico il fossato pieno d’acqua, le stalle, i magazzini e locali vari con soffitti a volta spettacolari. Grandiosa la sala che si estende su 120 m. la sterminata lunga sala che serviva come dormitorio per i soldati. Alla sua estremità si trovano una fontana ed un forno; all’ nuovo nel cortile di fronte ad una cappella ad una navata con archi in campate trasformata in moschea con mihrab. Una scala sul lato occidentale ci porta al piano alto segnato da cammini di ronda, ove si gode uno spettacolare panorama. Pranzo Tipico (Facoltativo). Da qui, ci spostiamo ad Hama, città famosa per le norie: gigantesche ruote, cigolanti, in legno, che da secoli pompano l’acqua del fiume nei campi per l’irrigazione. In città ne esistono ancora una decina mentre nei dintorni, più o meno grandi, una trentina. E da qui… via verso Damasco percorrendo l’autostrada. Pernottamento in campeggio
4 Visita alla città di Damasco
Km. 0
Alle 08,00 in pullman visiteremo il centro della città, il museo nazionale ricco di straordinari reperti, poi il palazzo Azem considerato il più sontuoso edificio civile della capitale. Passeggiata per le animatissime vie del “SUQ” frequentato da ogni tipo popoli.
A poca distanza la Grande Moschea degli Omayyadi: uno dei massimi templi dell’ISLAM.
Rientro in campeggio.
Andiamo a cena in un locale tipico della città. Cena al ristorante, tipicamente siriana, da musica e da uno spettacolo di danzatori Dervisci. Al termine col nostro Pullman rientriamo in campeggio, ammirando la città di notte, con qualche breve sosta per foto in notturna. Rientro in campeggio.
5 Damasco
Km. 0 Mattinata libera e, nel pomeriggio, sempre con il pullman, torniamo in città per una ulteriore visita.
Quella dei vari laboratori artigiani e botteghe attigue. Ci trasferiremo nel quartiere cristiano alla casa di Anania, dove l’apostolo Paolo, portò a compimento la sua conversione. Prima che tramonti il sole, andremo sul monte Qasiyun per ammirare il panorama, la città con le sue meraviglie è stesa sotto il monte come un immenso tappeto che man mano cambia colore con le migliaia di luci che si accendono. Non è un caso che Damasco sia inserita fra i patrimoni dell’umanità dall’UNESCO. Rientro in campeggio.
6 Damasco-Jarash
Km. 237 Partiremo alle 7,00 in modo da visitare Bosra che si trova a 140 Km. a sud di Damasco, non lontano dalla frontiera con il Libano. La strada che percorreremo, passerà attraverso pianure sterminate, con diverse coltivazioni: pomodori, cereali e piante di olivo. Raggiunta Bosra, passeremo fra i resti di una città romana, rimaneggiata e, fino a poco tempo fa, ancora abitata da agricoltori. La visita principale sarà dedicata al teatro, centro della cultura e dello svago, conservato perfettamente: la scena, perfettamente conservata, è a 3 ordini con un fronte di bianche colonne corinzie che contrastano con lo scuro sfondo basaltico della parte posteriore. E via verso la Giordania. Anche qui, per disbrigo pratiche doganali, aspetteremo circa 4 ore.
Arrivo a Jarash e sosta, per la notte, nell’area dell’Olive Hotel.
7 Jarash
Km. 0 Visita delle rovine della bellissima città greco-romana definita la “Pompei dell’Oriente”.
Jarash è una delle principali mete culturali della Giordania.
Il grande FORO, la piazza ovale con superbi colonnati, i templi di Zeus e Artemide, l’arco di trionfo di Adriano, l’ippodromo, le terme, le grandi mura, le 3 chiese bizantine, i due meravigliosi teatri, le grandi strade con pregevoli colonne lastricate con blocchi calcarei.
Dopo la visita torneremo ai camper per il pranzo. Pomeriggio libero e passeggiata in città dove potremo fare un rilassante giro nei negozi di souvenir per piccoli acquisti. (valuteremo, una volta finita la visita, la possibilità di partire prima per il Mar Morto). Pernottamento.
8 Jarash-Mar Morto
Km. 100 Partenza per raggiungere il Mar Morto percorrendo l’autostrada, attraversiamo Amman in periferia
Durante il tragitto, in lontananza, cominceremo a vedere le alture israeliane, mentre ci stiamo avvicinando al Mar Morto. Entrando nella valle del GIORDANO si vedrà, a pochi Km. di distanza, la città di Gerico in Palestina
Breve sosta a Betania, sulle rive del Giordano, proprio nel luogo dove, si dice, che Giovanni abbia battezzato Gesu’. Finita la visita raggiungeremo il campeggio sul Mar Morto a 395 metri sotto il livello del mare, circondato da un paesaggio desertico, con particolari formazioni di sale in superficie, visto che la salinità è superiore al 300% di quella del mare. Sosta per la notte.
9 Mar Morto – Petra
Km. 300 Andando verso Petra si seguirà la direzione del monte “Nebo”: bellissima strada panoramica, con tante curve e saliscendi, attraverso montagne deserte e bruciate dal sole, ove ogni tanto si vedono le tende dei beduini con i loro greggi e gli armenti. Giunti sulla vetta, a 710 metri, si può godere di un panorama grandioso che abbraccia tutta la pianura del Giordano. E’ proprio in questo monte che Dio presentò a Mose’ la terra promessa per il suo popolo. Sul punto più in alto, sorge la Basilica delle Rimembranze, con splendidi mosaici originali e perfettamente conservati, unitamente con il memoriale di Mose’.
Finita la visita, riprenderemo la strada direzione Madaba per visitare una chiesa greco-ortodossa, con un famoso mosaico che raffigura una carta geografica della Palestina. Proseguiamo lungo la strada dei RE, un percorso antichissimo, con saliscendi e pittoreschi panorami mozzafiato.
Tutto così fino ad Al-Karak un popoloso villaggio beduino con 20.000 abitanti: splendida la vista del castello datato 1142, posto a 1000 metri d’altezza, con un meraviglioso panorama. Da qui, scortati dalla polizia, arriveremo fino a Petra.
10 Petra
Km. 0 Tutta la giornata visita del sito. Per arrivare all’inizio del “Siq”, si può usufruire (circa 800 metri), di cavalli accompagnati dai beduini. Il Siq è un corridoio stretto delimitato da pareti rocciose, altissime, tanto che alzando lo sguardo, a malapena, si vede l’azzurro del cielo.
Dopo averlo percorso per diverse centinaia di metri, quasi all’improvviso, dal fondo di uno spicchio di roccia, appare la maestosa facciata rossa del Khaznah, il tesoro, una vera meraviglia. Non riuscendo a gustarne la bellezza, un po’ più avanti si arriva alla splendida facciata di arenaria rossa scolpita, illuminata dal sole, che ti lascia senza fiato per l’emozione. Giungeremo al cuore della città bassa dove potremo ammirare: il teatro, le tombe reali, le vie colonnate, i templi e le abitazioni. Altre meraviglie di Petra sono le rocce scolpite, immense, imponenti, dalle mille sfumature colorate dal sole che le accende di un rosa abbagliante.
Proseguendo ancora più avanti non si può non raggiungere, tramite 788 scalini, Ed Deir (il monastero). Ad ogni angolo di questo tragitto si possono ammirare paesaggi straordinari, gole, burroni vertiginosi, e quasi non ti accorgi di quanti altri siti attraversi. Fra questi potremo vedere la tomba dei leoni ed il santuario rupestre.
Sarà un piacere fermarsi per riprendere il fiato, perché ogni sosta sarà l’occasione per ammirare l’affascinante città dall’alto e le pareti di roccia che la custodiscono, e l’hanno protetta fino ad oggi.
E solo dopo aver camminato per circa un’ora che ci troveremo nel grande piazzale scavato nella roccia, dove è stata realizzata la grandiosa facciata del tempio alta 40 metri e larga 50, forse costruita per un Dio pagano.
Saremo stanchi e sufficiente appagati da quello che avremo visto ma sforzandosi ancora per un centinaio di metri si arriva alla vetta da dove potremo godere di una vista che resterà, come un tesoro, nella nostra mente.
Per tornare indietro percorreremo la stessa strada che, però, ci offrirà altre sfumature e colori che si saranno modificati con il modificarsi dell’inclinazione del sole che ci farà credere di visitare un altro sito.
Tutto quello che avremo letto su Petra e che potremo leggere ancora non potrà mai descrivere le bellezze e le sensazioni di questa gola di pietra, dove il tempo sembra essersi fermato dai tempi dei Nabatei, 1200 d.c.
Rientro ai camper.
11 Petra – Aqaba
Km. 139 Dopo tanto camminare, la prossima meta sarà Aqaba, sul Mar Rosso, e ci arriveremo attraversando splendidi panorami, fra tribù di nomadi beduini e villaggi arroccati e confusi nel colore giallo oro della terra.
Aqaba, un sito in una posizione straordinaria pensate che nel raggio di 30 km. ci sono 4 stati: Israele – Egitto – Giordania - Arabia Saudita.
Sosta per la notte in campeggio.
12 Aqaba/Mar Rosso
Km. 0 Giornata libera da passare al mare o in città.
Il suq di Aqaba è molto animato ed offre ogni sorta di souvenir, frutta e verdura, fornai, pasticcerie ed infine pesce e carne. Pernottamento
13 Aqaba–Wadi
Km. 91 Ormai abbiamo toccato il punto più a sud del nostro viaggio e quindi cominciamo a ritornare sulla via del ritorno che sarà altrettanto ricca di emozioni. Dopo circa 45 Km. da Aqaba, prenderemo il bivio che porta al villaggio di RUM caratterizzato dalle casette e tende con un ufficio turistico che organizza escursioni. Qui faremo delle escursioni in 4x4 che ci porteranno a visitare l’interno del Wadi Rum. Siamo nel deserto caro a Lawrence d’Arabia. Un angolo di deserto dove a vincere saranno i colori.
Cena “berbera” e pernottamento in campeggio.
14 Wadi Rum–Jarash
Km.355 Percorrendo molti tratti d’autostrada, ripartiremo verso Jarash dopo aver attraversato Amman. Parcheggio per la notte.
15 Jarash–Palmira
Km. 430 Lasciamo la Giordania per raggiungere il campeggio di Palmira con la città e le sue rovine illuminate. Al tramonto saliremo, sull’alto di una nuda collina, vicino alla fortezza araba Fakhr al-Din (non visitabile perché rovinata) per vedere il panorama di Palmira e del deserto circostante.
Cena Araba al ristorante nel quale è stato riproposto un tipico villaggio beduino, con costruzioni ed ambienti di lavoro, tutto intorno ad un enorme tenda con fregi, divani, cuscini, tappeti dagli splendidi colori e tavoli bassi.
16 Palmira - Qasr Al-Heir Ash-Sharqi
Km. 135 Con un pullman riservato andremo a visitare l’enorme sito archeologico. E’ una delle città morte più grandi e suggestive del medio oriente, di grande importanza durante l’Impero Romano. Visiteremo le tombe a torre, l’Ipogeo dei 3 fratelli ed il sontuoso tempio di Baal, la monumentale strada colonnata, la porta trionfale, il tempio di Nebo, le terme di Diocleziano, il teatro fantasticamente conservato e l’agorà. Intorno alle 18,00 partiremo alla volta di Qasr Al-Heir Ash-Sharqi per una breve sosta nei pressi del castello. Il castello è caratterizzato dalle sue mura di cinta alte 18 metri e dalla sua suggestiva posizione nel cuore del deserto. Sosta per la notte.
17 Qasr Al Heir Ash Sharqi - Frontiera
Km. 85
Km. 75
Km. 230
Km. 390 Con partenza alle 07,00, proseguiremo per le rovine di Resafa (Sergiopolis) per una visita km. 85. Ripartiamo dopo la pausa caffè e, attraversando la cittadina di Ath Thawra, passeremo sulla grande diga di As Sawra, che sbarra il corso dell’Eufrate e forma il lago Assad, lungo 80 Km. e dopo qualche Km. dalla diga, Visiteremo i resti del castello Qalat Jaabar Km 75, poi di nuovo in viaggio. Riattraverseremo la grande diga e passeremo attorno alla città di Aleppo. Raggiungeremo la frontiera e visto che il tempo che si impiega per passare le due frontiere finisce per superare le quattro ore Cercheremo di passare la frontiera in serata 230 km.
18 Attraversamento della Turchia Dalla frontiera sarà possibile dividersi per ritrovarsi a Jgoumenitsa il 21 agosto
19 Attraversamento della Turchia
20 Attraversamento della Turchia/Grecia
21 Attraversamento della Grecia e arrivo a Jgoumenitsa
22 Arrivo ad Ancona Alle 19,30 Arrivo ad Ancona
N.B. Il viaggio prevede un minimo di 12 equipaggi e sarà riservato ad un massimo di 25 equipaggi
Il programma potrebbe subire variazioni per motivi organizzativi, climatici o politici
COSTI di Partecipazione:
Ancona/Jgoumenitsa (A/R)
2 persone più camper = €uro 2.699,00
--<>--
Bari/Jgoumenitsa (A/R)
2 persone più camper = €uro 2.599,00
--<>--
Terza persona = €uro 980,00
LA QUOTA COMPRENDE:
I documenti per il passaggio in Siria e Giordania e ritorno
Tassa di Soggiorno e d'Uscita
Tassa passaporto giordana
Carnet de Passage
Tassa Diesel
Assicurazione Camper
Pranzo Aleppo
Cena Damasco
Cena a Wadi Rum
Cena Palmira
Visto
Accompagnatore Italiano
Guida accompagnatore per tutto il viaggio
Guide
Biglietti per i Siti Archeologici
Noleggio Jeep Wadi Rum
Pullman
Camping e parcheggi (in Siria e Giordania)
Nave Ancona/Jgoumenitsa e ritorno (Bari/Jgoumenitsa e ritorno)
Camper A/R
LA QUOTA NON COMPRENDE:
Costo di Parcheggio o campeggio durante l’attraversamento di Grecia e Turchia
Gasolio
Autostrada
Tutto quanto non specificato ne “La Quota Comprende”
Modalità di Pagamento
a) 2.000,00 euro per la conferma della prenotazione (oppure il totale);
b) Saldo entro il 25 giugno (l’importo cambia a seconda della località di partenza – Ancona o Bari – e/o dal n. delle persone)
Per i versamenti utilizzare:
Bonifico bancario a favore di TURIT
Cassa di Risparmio di San Marino - Agenzia di Domagnano
IBAN SM 83 Q 06067 09814 000000435001
Specificare nelle note: Viaggio in Siria e Giordania
Dopo ogni versamento inviare fax della ricevuta al n. 0549-974917
oppure via mail all’indirizzo
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Resoconto del Viaggio
Ci avevamo tanto sperato, ma la speranza era lontana, e poi... ecco concretizzarsi una data ed una meta tanto sognata: 25 luglio 2009 Siria e Giordania. Il viaggio comincia già al momento dell’iscrizione e dei preparativi. Ed ecco che è arrivata l’ora dell’appuntamento al porto di Ancona dove so che ritroverò vecchi amici e ne incontrerò di nuovi, sì, sono sicura, saranno amici, non conoscenti, perché TURIT ha riservato questa prima esperienza in Siria e Giordania solo a chi, come noi, ha già effettuato altri viaggi. Ecco gli equipaggi arrivare ad uno ad uno, si conoscono quasi tutti (segno che sono dei fedelissimi) ma ci accettano subito fra di loro, hanno tutti delle facce simpatiche... Sono sicura, sarà un bel viaggio. Ci riabbracciamo e solo allora ci rendiamo conto che siamo di nuovo insieme pronti a partire nuovamente con TURIT! Il tempo di sbrigare le formalità dell’imbarco, di consegnarci i numeri delle nostre posizioni in colonna, e si sale sui camper; ma è proprio la voce di Ivan quella che dice “serrare”, “accelerare”… e ci ritroviamo sulla nave. è il primo pomeriggio e c’è tutto il tempo per fare conoscenza; Ivan precisa a tutti che quello che andremo a compiere sarà un viaggio speciale, riservato agli “amici” e questo ci riempie di orgoglio. Il mare è piatto, la nave della compagnia Superfast è comoda e pulita e, dopo una bella dormita nei nostri letti, eccoci sbarcati ad Igoumenitsa, pronti per questa meravigliosa avventura a ritroso nel tempo. Con il nostro capo branco sempre in testa si comincia immediatamente a macinare le migliaia di chilometri che ci separano dalla nostra meta. Prima sorpresa positiva: in Grecia è stata completata l’autostrada e guadagniamo del tempo prezioso. In serata si attraversa velocemente la frontiera turca e la nostra meta si avvicina. Sosta per la notte e ripresa del viaggio al mattino; si attraversa il Bosforo e per noi che non l’abbiamo mai visto è entusiasmante, e via di nuovo in autostrada attraversando un paesaggio disseminato di moschee che già ti danno il senso della vacanza. Dopo la sosta notturna si visita il Lago Salato: è incredibile, è un’immensa distesa di sale quasi senza acqua e si cammina nel suo interno. Si riparte verso la nostra meta che è ormai vicina: raggiungiamo infatti la frontiera siriana verso le 14; qui ci aspettano le nostre guide e subito abbiamo l’impressione di avere a che fare con una splendida persona (che però parla solo inglese, ma è simpaticissimo e tuttofare. E’ il nostro autista) ed una guida italiana che dimostra subito di farsi, un po’ troppo, gli affari suoi. Le formalità doganali sono lunghe, ma come al solito è Ivan ad occuparsene, mentre noi poltriamo chiacchierando. Molte persone si preoccupano e si spazientiscono al pensiero del passaggio delle dogane ma noi, dopo numerosi passaggi con l’assistenza di Ivan, lo consideriamo come un tranquillo giorno di vacanza durante il quale ci riposiamo, pranziamo e socializziamo. Si riparte dopo le 21 alla volta della nostra destinazione: il campeggio di Aleppo. Chiamarlo campeggio è puro ottimismo: si tratta di uno sterrato con strani allacciamenti alla corrente e provvisto di servizi igienici e recinzione. Ovviamente, da buoni camperisti, ci lamentiamo subito della sistemazione (nemmeno fossimo in “Svezia”), ma negli spostamenti successivi lo rimpiangeremo perché quello, rispetto a quelli che loro chiamano “campeggio” (al massimo un posteggio dove la nostra Agenzia provvede a farci allacciare la corrente) è una struttura completa. In mattinata si parte in pullman per la prima delle nostre visite: la Cittadella di Aleppo, un’antica fortificazione sulla sommità di una collina che domina la bellissima città, in seguito visitiamo il suk molto caratteristico e animato e quindi pranzo alla “Casa di Sissy” uno dei migliori ristoranti della città dove vengono serviti piatti tipici in uno scenario da favola. Si continua la visita della città per rientrare in campeggio dove purtroppo è finita l’acqua e non si può fare la doccia e dobbiamo utilizzare i servizi del camper. Pazienza! Domani ci laveremo il doppio! Nuovo giorno, nuova visita dei dintorni di Aleppo; raggiungiamo il primo sito archeologico: San Simeone. E’ splendido e molto ben conservato e merita sicuramente una visita accurata. Dopo San Simeone è la volta di una “Città Morta”, resti di città totalmente disabitate ma molto interessanti da visitare. Pranzo in un ristorante abbastanza scadente perché è stato scelto dalla guida che comincia a starmi abbastanza antipatica. Sulla via del ritorno visitiamo un altro sito archeologico: Ebla. E’ fantastico, anche il clima: il sole è alto, ma c’è uno splendido vento fresco per cui si sta magnificamente. E siamo ad agosto. Si parte in mattinata coi camper e dopo aver visitato Apamea (altro interessantissimo sito archeologico dove tra l’altro mangiamo delle specie di pizze locali cotte al momento in uno strano modo in un altrettanto strano forno) ci dirigiamo verso il Castello di Saladino. Lasciamo i camper in un posteggio e saliamo su pulmini che partono a tutta velocità per una stradina, fatta di saliscendi, e piena di tornanti. Il castello domina la vallata sottostante ed è molto suggestivo. Si riparte e si cerca un posto al mare per la notte, ma non ne esistono di adeguati alle nostre aspettative “occidentali” e così sostiamo comodamente nel piazzale degli scavi della città di Ugarit che dobbiamo visitare l’indomani mattina. Di fronte ci sono delle abitazioni e dei simpatici ristorantini e Giulia (mia figlia) fa amicizia con delle ragazze che abitano lì e la invitano a passeggiare con loro dopo cena, ovviamente accompagnata dai due “Adoni” del gruppo (Pepi e Adam) che a quanto pare hanno fatto conquiste. Anche Spenk (il mio cagnolino) ha avuto il suo momento di gloria, perché i bambini (che di cani ne vedono raramente) se lo contendono chiamandolo “Bubi”. Al mattino visitiamo gli scavi di Ugarit, la città dove è nato l’alfabeto, e poi si parte verso il Krak dei Cavalieri. Si tratta di una fortezza molto bella (tutto il posto è molto bello) che viene usata come teatro per rappresentazioni varie. Sostiamo per la notte nel piazzale dove c’è un ristorante nel quale andiamo a cena. Al mattino si riparte alla volta di Hama, città famosa per le Norie, gigantesche ruote che pompano l’acqua dei fiumi per l’irrigazione, e poi via in direzione Damasco. Quando vediamo il campeggio ci demoralizziamo, ma è tutto quello che c’è e, dato il posto dove ci troviamo, non è poi tanto male, anche se per farci passare hanno dovuto “sacrificare” in malo modo molti rami degli alberi. Dall’altra parte della rete di cinta i vicini, molto cordiali, con una bimba bellissima, ci danno il benvenuto offrendoci l’anguria ghiacciata. A parte gli alberi dappertutto che ci impediscono quasi di parcheggiare, abbiamo molto spazio a disposizione e così improvvisiamo una tavolata con altri due simpaticissimi equipaggi. Sembra proprio che Ivan abbia scelto gli equipaggi uno per uno! Dopo cena riunione dal capo durante la quale abbiamo chiesto all’agenzia di sostituire la guida (preparata ma non adeguata allo spirito dei camperisti). Tempestivo l’intervento dell’Agenzia siriana Sherazad Travel & Tourism. alla quale va il nostro plauso. Ed eccoci al primo dei due giorni dedicati alle visita a Damasco e dintorni. In pullman si parte per una delle tante mete che rendono questo viaggio unico: Maaloula, un paesino tra i monti dove ancora si parla l’aramaico, la lingua di Gesù; sembra di essere in un’altra dimensione. Qui il tempo sembra essersi fermato tra queste vecchie case nei vicoli strettissimi. In una chiesetta, una dolce ragazza recita per noi il “Padre Nostro” in aramaico e noi contraccambiamo recitandolo per lei in italiano. Poi il museo, è molto interessante, peccato però che non ci sia aria condizionata, ma solo alcuni ventilatori che in diverse stanze sono spenti, per cui il caldo è opprimente e non possiamo goderci appieno le bellezze dei tesori racchiusi nel museo. Ma poco male, tanto quello che c’è da vedere con calma noi lo vedremo in originale durante il nostro giro. Un altro aspetto interessante è l’animatissimo suk, come pure il quartiere degli artigiani. E che dire della casa di Anania, dove si recava spesso San Paolo e dove avvenne la sua conversione? Pure doverosa è la visita alla Moschea, dove a tutti noi (uomini e donne) fanno indossare una specie di pesante saio nel quale si suda da cani! La visita alla città di notte dall’alto della collina lascia senza fiato con il suo spettacolo di luci. Siamo al 6 di agosto: è ora di lasciare la Siria alla volta della Giordania. Un’ultima visita prima della frontiera: il teatro di Bosra, veramente maestoso e ben conservato. Nei giorni della nostra visita si stava svolgendo un festival internazionale ed abbiamo avuto la fortuna di assistere ad alcune prove. E ora, via verso la Giordania; trascorriamo una giornata “in frontiera” ma è sempre Ivan ad occuparsi di tutto, per noi, ancora una volta, qualche ora di relax. Usciti dalla Siria, ecco la guida giordana: un’altra persona che si presenta col sorriso simpatico: la Giordania già mi piace! Prima sosta Jarash, città greco-romana definita la “Pompei d’Oriente”. Pernottiamo nel posteggio del sito archeologico con corrente, acqua, docce e… un vicino speciale: l’albero del pepe! Anche questo è interessante, perché molti, come me, non ne hanno mai visto uno, anzi, non sanno nemmeno della sua esistenza! Abbiamo del tempo a disposizione e ne approfittiamo per visitare la città nuova. La mattinata successiva è dedicata alla visita del sito che è veramente immenso. In serata visitiamo un mercatino a caccia di souvenir e terminiamo alla grande con una tavolata nel parcheggio per una cena tutti assieme. L’indomani si riparte: destinazione Mar Morto. Durante il percorso si fa visita a Betania, sulle rive del Giordano, il luogo dove fu battezzato Gesù. L’emozione è forte, non a tutti è dato di visitare questi luoghi, e noi ci siamo arrivati coi nostri camper! Qui scopriamo che in realtà Gesù non fu battezzato nel Giordano ma in un suo affluente. Una chiesa su una riva, una chiesa sull’altra riva! Che tristezza, proprio in questi posti non si conosce la parola “pace”. Ma noi crediamo nella pace e ci sentiamo in dovere di recitare un Padre Nostro in coro. Ed eccoci sul Mar Morto. Per la prima volta sentiamo il caldo; fino ad ora, a dispetto di tutti quelli che ci chiamavano “matti” per effettuare un simile viaggio in agosto, non avevamo mai sofferto il caldo, anche perchè c’era sempre un piacevole venticello che ci faceva comunque star bene, ma qui siamo 400 m. sotto il livello del mare e fa caldo, però anche questo andava visto. è così strana l’acqua, è così strano il posto, è così strano tutto, ma siamo felici di essere qui, in mezzo ai “turisti” locali che fanno il bagno vestiti e dove il mio piccolo Spenk è l’attrazione locale. Si riparte al mattino; dopo una visita all’unico affluente del Mar Morto che porta acqua termale (ovviamente calda – come se ce ne fosse bisogno). Si raggiunge il Monte Nebo, percorrendo una splendida strada panoramica piena di curve e tornanti: è da qui che Dio mostrò a Mosè la “Terra Promessa” che si vede in lontananza. E’ un altro luogo molto suggestivo, qui ogni posto da solo vale la fatica del viaggio. Arriviamo quindi a Madaba dove visitiamo una chiesa greco-ortodossa. In questi luoghi è facile trovare chiese vicino a moschee. E via, percorrendo “la strada dei Re” verso la meta anelata da moltissime persone: Petra! Arriviamo in serata e ci sistemiamo nel piazzale di un albergo. Al mattino, a bordo di pulmini, raggiungiamo il sito. Petra non si può descrivere, è da vedere! Attraversiamo un lungo corridoio stretto fra pareti di roccia stupende e coloratissime, ed ecco apparire la scena più famosa: il Tesoro! La nostra guida, Hamed, a dispetto delle leggende sul caldo, ci convince a visitare il sito in un orario, che mai avremmo scelto, per farci vedere il “Tesoro” appena illuminato dalla luce del sole! Indescrivibile. Lo spettacolo lascia senza fiato, la facciata, scavata nella roccia, rapisce lo sguardo, i dromedari che riposano tranquillamente nel piazzale antistante, completano la scena da favola. Ma questo è solo l’inizio: si riprende il cammino sempre fra le rocce multicolori per raggiungere i templi, il teatro, le abitazioni e poi, a piedi o a cavallo di asinelli, una salita di 788 gradini per arrivare al Monastero. Tutti hanno sentito parlare di Petra…, e noi ci siamo stati! La cena è al ristorante dell’albergo: piatti tipici a buffet che soddisfano tutti. Ed ora ci vuole un po’ di mare, e che c’è di meglio del Mar Rosso? Anche qui fa caldo, ma siamo parcheggiati direttamente sul mare e l’acqua, a differenza di quella del Mar Morto, è piacevolmente fredda, in un paesaggio fantastico. Dall’altra parte del mare si vedono qui siamo in mezzo a quattro nazioni: l’Egitto, Israele e a pochi chilometri c’è l’Arabia Saudita. Il mare è stupendo (così mi riferiscono quelli che sanno nuotare, io mi devo accontentare della riva), popolato da pesci bellissimi ed a pochi metri dalla riva la barriera corallina. è poi divertentissimo fare una doccia “comunitaria” con le donne del posto che come già si sono fatte il bagno, così si fanno anche la doccia completamente vestite. E ridono di noi che siamo in costume! E’ doverosa anche la gita con la barca col fondo trasparente per ammirare le meraviglie della barriera corallina del mare. Dopo essere stati sia al mare che in montagna abbiamo voglia di un paesaggio diverso: il deserto; raggiungiamo quindi il deserto del Wadi Rum dove ci attendono le jeep per un’escursione con pranzo e cena berberi in un’atmosfera suggestiva, seduti su tappeti e cuscini, col piatto in mano a mangiare specialità cucinate sul posto, che soprattutto la sera, alla sola luce delle stelle, assumono un gusto indescrivibile. La sabbia è diversa da quella degli altri deserti: è rossa e grossa, ma ogni deserto ha le sue bellezze e questo non è da meno. Dopo cena corsa coi fuoristrada per raggiungere i camper. Il tempo passa inesorabile, è il 14 agosto, ed abbiamo appena fatto il “giro di boa”; comincia il rientro. Ci fermiamo per fare le foto coi camper nel deserto ed è un’altra occasione di divertimento: alcuni si insabbiano (Salvatore batte il record: 2 volte!). Tutti si prodigano per aiutare i malcapitati, ma è soprattutto Adam che si impegna maggiormente con le sue tavole ed il suo grande altruismo: corre da una parte all’altra, è instancabile, che splendido ragazzo! Si ripercorre la Giordania per raggiungere nuovamente Jarash per la sosta notturna, dopo aver visitato la cittadella di Amman. Qui ritroviamo un gruppo di 12 camper italiani che avevamo già incontrato altre volte; siamo nello stesso parcheggio ma noi abbiamo la corrente e loro no, perché noi abbiamo Ivan e loro no, e poi ci guardano mentre di nuovo mentre facciamo una lunga fila di tavoli, per la consueta una spaghettata in compagnia. E di nuovo frontiera, e di nuovo Siria. Questa volta, come promesso, non c’è la precedente guida ad attenderci (e nessuno piange…) ma il titolare dell’agenzia, Moheddin, assieme a “Sorriso simpatico” Nizar, che rivediamo con gioia. Sbrigate tutte le solite pratiche doganali, si riparte verso il deserto siriano raggiungendo quasi la frontiera irachena. Sui cartelli le indicazioni Iraq e Bagdad, sembrano finte (ma non lo sono). Stiamo andando alla volta di una delle ultime mete ma non per questo meno bella: Palmira. Subito dopo aver parcheggiato, giusto il tempo di una doccia e siamo già a bordo di uno strano pullmino buffo, ma caratteristico, con il quale facciamo non senza aver prima fatto un’escursione al sito archeologico in notturna di notte: che spettacolo! Sarà la magia delle vacanze, sarà la compagnia divertente, ma qui è tutto un incanto. Andiamo a cena in un ristorante all’ultimo piano di un hotel con vista panoramica sugli scavi. Dopo cena (ottima e molto varia) ci permettiamo una passeggiata fra i caratteristici negozietti dove i nostri maschietti ne approfittano per comprare i costumi locali. La vera visita al sito archeologico è rimandata al mattino successivo; avevamo chiesto di cambiare autobus è così è stato: questo è ancora “migliore”, è talmente antiquato e sgangherato che non riusciamo a trattenerci dalle risate nel vederlo e nel salirci a bordo ma è una parte integrante del divertimento e ci sta bene così. D’altronde, visto che lo fanno entrare dentro lo splendido hotel a 5 stelle dove ci siamo fermati per la “pausa caffè”, è così che devono essere i veicoli locali! La zona degli scavi è immensa e bellissima, visitiamo dapprima delle tombe caratteristiche che ricordano i nostri moderni loculi e poi l’immenso sito, perseguitati da venditori che ci vogliono appioppare inutilità varie. Nel pomeriggio di nuovo in camper per raggiungere dapprima Qasr Al-Heir Ash-Sharqi per una breve sosta nei pressi del castello caratterizzato dalle sue mura di cinta alte 18 metri e dalla sua suggestiva posizione nel cuore del deserto e poi purtroppo l’ultima la visita di Resafa del nostro viaggio: Sergiopolis. Vi giungiamo quasi al tramonto e con questa luce ci appare ancora più bella. Si riparte e si raggiunge il luogo dove passeremo la notte.: il piazzale al crepuscolo e, passando sullo storico fiume Eufrate, attraverseremo la grande diga di As Sawra che forma il lago Assad, lungo 80 Km. Dopo qualche Km. dalla diga, sosteremo per la notte sotto il castello di Qalat Jaabar un castello davanti ad un ristorante, il tutto su praticamente nell’unico lembo di terra che divide il Castello dal di uno splendido lago che vedremo nel suo splendore, solo l’indomani mattina, quando però solo al mattino ci appare in tutta la sua bellezza! Siamo veramente alla fine, anche questa splendida avventura sta per terminare, ancora un veloce passaggio in frontiera, i tristi saluti alle brave e simpatiche guide e siamo in Turchia. Qui noi ci stacchiamo dal gruppo per poi ritrovarci in Grecia per passare l’ultimo giorno assieme. Siamo stati separati solo tre giorni eppure è una tale felicità ritrovare gli amici! Si avvicina l’ora della partenza, andiamo al porto e, mentre Ivan come al solito sbriga le formalità per l’imbarco, in un attimo apriamo tavolo e sedie in mezzo ai camper ed organizziamo l’ultima spaghettata con gli amici. è l’ultima serata assieme, ma non c’è tristezza, perché ora sappiamo che sarà solo l’ultima di questa vacanza, ormai abbiamo la certezza di far parte di un gruppo splendido e presto ci ritroveremo per altri viaggi fantastici. La prima volta l’avevamo scelto perché da tempo desideravamo l’Egitto, la seconda perché ci attiravano la Siria e la Giordania, ora non ci importa più la destinazione: ora sappiamo che ogni prossima meta ci entusiasmerà perchè ogni viaggio sarà sempre ben organizzato assieme a una fantastica compagnia.
I COMMENTI DEI PARTECIPANTI
EQUIPAGGIO n. 1
Viaggio dopo viaggio, chilometro dopo chilometro, come per magia la nostra semplice conoscenza si è trasformata in amicizia.
E quando questi sono i presupposti il viaggio sembra l’ultimo dei motivi per i nostri incontri. Con queste premesse attraversare intere nazioni, continenti, paesi e città sembra tutto normale, consueto, secondario.
Poi, a svegliarci dal nostro amichevole torpore, le bellezze dei luoghi visitati, alcuni rappresentano sorprese, altri piacevoli conferme come nel caso di Siria e Giordania. Nazioni straordinarie e talmente diverse che una completa perfettamente l’altra.
Si torna a casa stanchi, ma soddisfatti, confusi, ma ricchi di nuove esperienze, già pronti ad una nuova esperienza che solo il camper può darci. Certo, ogni tanto, un giorno in albergo potrebbe essere l’occasione per noi donne di spezzare la quotidianità dei viaggi e dei preparativi per i trasferimenti. Poi, fuori dal finestrino, vedi donne che ci invidiano per la nostra libertà ed autonomia e allora una cattiveria mi passa per la mente: sarà per questo che Ivan ci porta spesso nei paesi arabi?
EQUIPAGGIO n. 2
Non abbiamo ancora finito di sistemare le foto e il ricordo del viaggio, in ogni suo angolo, lo rivediamo nelle immagini che ci siamo riportate a casa.
Il programma svolto con “regolarità”, la disponibilità dell’agenzia di Damasco (Sherazad Travel) e dei suoi collaboratori, i posti visitati (e da sempre sognati) hanno reso questa esperienza unica ed irripetibile.
TURIT è stata una conferma e Ivan… ha “costretto” Peppino a parlare troppo spesso!!! Grazie per la disponibilità di tutti
Ines e Peppino
EQUIPAGGIO n. 3
A soffrire di più è stato il mio “piccolo” motore da 1999 cc., messo a dura prova soprattutto dall’attraversamento della Turchia con il suo altopiano Anatolico (all’andata) e l’altro valico che si attraversa tornando da Antalia verso Denizli (al ritorno).
A parte questo, tutto è andato benissimo.
Siria e Giordania sono state all’altezza della loro fama ed il clima assolutamente straordinario rendendo questo viaggio indimenticabile
EQUIPAGGIO n. 4
Al nostro ritorno siamo stati talmente assillati dagli impegni e dai tanti problemi lasciati a casa a fine luglio che abbiamo faticato a ripensare al nostro viaggio, a fare commenti e considerazioni, perfino a guardare con tranquillità le immagini fotografiche. Le domande che ci rivolgono i parenti e gli amici che, di volta in volta, incontriamo, ci costringono, fortunatamente, a riportare alla nostra attenzione l'esperienza del viaggio intrapreso e ogni volta che ne parliamo lo riviviamo.
E' stato un bel viaggio, indubbiamente ricco e interessante dal punto di vista culturale, ma anche molto piacevole per le soste al mare, le cene tutti insieme, le chiacchiere con gli amici vecchi e nuovi, i momenti magici: all'alba, a Palmira; al tramonto e sotto le stelle, nel deserto.
Tante le cose viste, altrettante quelle intraviste che ci fanno desiderare di ripartire subito per conoscere meglio.
Impossibile........., pazienza!
Un commento su Ivan Perriera e su TURIT? Niente da aggiungere alle lodi abbondanti che già gli sono state rivolte, meglio non esagerare, perchè se "si monta la testa" chissà cosa ci combinerà in futuro.
Ornella , Antonio
EQUIPAGGIO n. 5
Quali sono gli ingredienti per una vacanza riuscitissima?
1) una meta interessante e tanto desiderata
2) un buon organizzatore (meglio ancora se è anche l'accompagnatore insieme alla sua simpaticissima famiglia)
3) una compagnia sempre allegra e disponibile
4) qualche sana litigata col "capo" indispensabile per scaricare l'adrenalina Tutto questo ha un solo nome: i viaggi di Ivan Perriera.
L'avevamo sospettato al primo viaggio, ne abbiamo avuto la conferma al secondo, ne saremo sempre certi nei prossimi: i viaggi di TURIT fanno sempre centro, perchè Ivan sa organizzare e sa scegliere le persone giuste.
Altri organizzatori sono validi, ma non sono Ivan, vuoi mettere il gusto di quando ci discuti, o quando vedi i bambini a bocca aperta davanti ai suoi giochi di prestigio, o quando lo vorresti uccidere quando ti dice "Negativo" oppure "recupera" quando tu sei a tavoletta e stai arrancando come un matto?
Perciò possiamo solo dirti "GRAZIE" per il bene e per il male, per i posti che ci hai fatto visitare, per le persone che ci hai fatto conoscere.
Questa volta quando ci siamo salutati non eravamo tristi, perchè ora sappiamo che era un "arrivederci", quindi per ora arrivederci da Gianni, Maria, Giulia e Spenk e ricordati: "5 C'E'"
Gianni, Maria, Giulia e Spenk
EQUIPAGGIO n. 6
La gita in Siria e Giordania è stata fantastica ed ha smentito, nei fatti, il catastrofismo di coloro, familiari ed amici che, prima della partenza, ci mettevano in guardia sui possibili pericoli rappresentati dal caldo insopportabile per il periodo e da possibili eventi di matrice terroristica.
Niente di tutto ciò si è verificato, anzi: il clima, salvo Mar Morto e mar Rosso, è stato dalla nostra parte e le popolazioni visitate sono pacifiche, affabili e generose.
Solo le donne soffrono per ataviche tradizioni tanto da far dire e più di una volta a Giovanna e Lucia “Che fortuna abbiamo avuto a nascere dove siamo nate.”
Tra tutti i siti e le città che abbiamo visitato, ognuna ha le proprie bellezze, ci piace ricordare Petra la maestosa, Palmira e Bosra, la poesia fatta arte, Betania per la sua spiritualità.
L’organizzazione è stata ottima, le guide sono state all’altezza dei compiti loro affidati salvo quella sostituita nel viaggio di ritorno in Siria, la convivenza tra 32 persone per circa un mese non ha creato particolari problemi e, per il prossimo viaggio, puntiamo senz’altro a Nord. Giuseppe, Giovanna e Lucia.
EQUIPAGGIO n. 7
Nel viaggio, appena concluso, tutte le componenti che contribuiscono alla buona riuscita di un viaggio, senza inconvenienti ed intoppi, hanno ottimamente funzionato, in modo da ritenerlo uno tra i migliori di quelli abbiamo partecipato con TURIT, al pari e per alcuni aspetti, anche superiore a quello della Libia.
In particolare: la professionalità e l’ottima organizzazione dell’Agenzia di Damasco, e per loro tramite quella giordana, ci ha consentito trasferimenti, visite, soste per i pranzi e cene, pernottamenti tranquilli senza inconvenienti.Canzone I siti archeologici e storici si sono rivelati meravigliosi, superiori anche alla loro stessa fama, tenuti abbastanza bene senza segni di abbandono e degrado.
Il clima è stato a dir poco gradevole senza il paventato gran caldo, le strade ottime e ben tenute, la gente affabile e gentile, quasi servizievole e sempre pronta a soddisfare ogni nostra richiesta.
Infine, il basso costo della vita, il gasolio a 20 cent/litro, tutti i generi di produzione locale, compreso i pranzi e le cene (da 5/7 euro), ci ha fatto risparmiare un bel po’ sulla cifra di spesa programmata per un simile viaggio.
Il tutto ci consente di affermare che il viaggio in Siria e Giordania è stato bello e meraviglioso (la forzatura è voluta) tale da richiamare forse per sempre nella nostra memoria. Massimo e Maria
EQUIPAGGIO n. 8
Il viaggio in Siria e Giordania...un sogno realizzato!
Quando si diceva agli amici della nostra partenza verso questi luoghi, si notavano visi di disappunto seguiti subito di getto da domande di questo tipo: "ma non farà troppo caldo?” oppure, “vi sentite sicuri?"
Il viaggio è durato circa un mese e durante il viaggio non abbiamo avuto nessun problema, nè di caldo e neanche per quanto riguarda la sicurezza, non ci sono stati inconvenienti, eccetto le lunghe attese al confine tra Siria e Giordania (peraltro ampiamente annunciate). Luoghi meravigliosi ed un popolo cortese, nessuno ci ha importunati, abbiamo sempre girato tranquillamente per le strade e nei suoi luoghi affollati, anche di notte.
Abbiamo trovato la Siria particolarmente ricca di siti archeologici straordinari tanto per citarne alcuni, Palmira e Bosra che ci ha davvero entusiasmato. La Giordania, a nostro parere, è già occidentalizzata, lo si vede per le strade e tra la gente, anche qui siamo rimasti affascinati da luoghi meravigliosi, visitare il fiume Giordano, il Wad Rum, con i suoi colori le sue rocce rosse, le attese di tramonti spettacolari seduti assieme in una rupe mentre tutt'intorno cambiava colore e tono...
Insomma, scenari indimenticabili e di incomparabile bellezza.
Un viaggio impegnativo, culturale, con una cornice stupenda fatta da 14 equipaggi che, per magia, subito dopo son diventati un grande famiglia allargata.
Si anche questa magia è successa, grazie di cuore a tutti ed arrivederci alla prossima.
Maria Pia e Nuccio
EQUIPAGGIO n. 9
Questa volta il 9 e’ in ritardo ma come diceva Ivan mi e’ successa una cosa molto molto bella e (anche di più) e’ nata Elena una nipotina meravigliosa
Torniamo al viaggio, cosa dire e’ già stato detto tutto o quasi ma dirò anche io la mia: io e Graziella eravamo un po’ scettici per un viaggio così lungo e difficile ma poi, quando abbiamo visto la lista dei partecipanti (conoscevamo tutti), e’ ripresa la voglia di rincontrare gli amici di altre esperienze e viaggiare, di nuovo, insieme.
Detta da qualcuno era un viaggio quasi impossibile ma con un capogruppo come Ivan e gente come noi niente e’ impossibile!
Prima di partire tutti ci dicevano della pericolosità di quei posti, invece, in Siria mi sono sentito rispondere dopo aver chiesto alla guida perche non ci fosse la polizia nelle strade – “MA A CHE COSA SERVE” – e, in effetti, non abbiamo mai avuto nessun problema.
Quei posti, quei siti, si vedono solo in televisione (Aleppo, Damasco, Mar Morto, Petra, Il Golfo di Aqaba e tutti gli altri) noi ci siamo arrivati con il nostro camper se penso che sono arrivato a circa 3 Km. dall’Arabia Saudita mi vengono ancora i brividi per l’emozione provata. Giudizio: più che positivo soprattutto alla maturità del gruppo che ha dimostrato spirito di adattabilità per tutto il viaggio.
Ci siamo divertiti e sopportati per un mese – BRAVI TUTTI –
Un saluto a tutti e un abbraccio a tutte le donne del gruppo (che viaggiano a CASCIO’)
Arrivederci alla prossima
Marcello & Graziella
EQUIPAGGIO n. 10
Il viaggio in Siria e Giordania è stato molto bello ed interessante. Con il capogruppo sempre all'altezza della situazione (come nella repentina sostituzione di una guida che non ci aveva lasciato completamente soddisfatti).
Da sottolineare l'accorta e meticolosa ricerca del "pullman" di Palmira sempre in grande sintonia con l'ambiente, superato l'uso così arcaico del televisore che la compagnia ha ben pensato di eliminare, tolta anche l'aria condizionata, che come ben riporta la letteratura medico-scientifica non è salutare, o i braccioli dei sedili rivisitati da modernissimi design... Scherzi a parte nell'insieme è stato un bel viaggio con vecchi amici e nuove conoscenze, con i nostri cb con cui abbiamo percorso 8000 chilometri, avendo però l'impressione che i chilometri fossero solo 800!
Al prossimo viaggio
un salutone
Roberto e Anna Rosa
EQUIPAGGIO n. 11
Non si possono scordare quelle realtà sempre diverse, dal deserto ai canyons, dai siti archeologici ai castelli, dalle vallate alle aride montagne e quel mare che sembra voler rapirci non permettendoci di rimettere i piedi a terra.
La vista di questi straordinari scenari è stata sempre accompagnata da indescrivibili sapori, da indimenticabili odori e dai genuini volti della gente capace di dispensare sempre grandi sorrisi. Il trionfo di sensazioni vissute in questi luoghi sacri e profani ci accompagnerà sempre, così come il piacere di averli “conquistati” a bordo dei nostri magnifici camper..
Cosa volere di più?
Un altro splendido viaggio TURIT!
“Ialla ialla”
Salvatore ed Antonella
EQUIPAGGIO n. 12
Syria… Giordania… un mese pieno di ricordi, emozioni, incontri, amicizie vecchie e nuove, sensazioni forti, voglia di conoscere, di guardare, assaporare cercando di incamerare il più possibile, per portare a casa cose da raccontare e far rimanere nella nostra mente tutto senza tralasciare niente…
I ricordi scolpiti… tre cartoline…
Aleppo, la città morta Petra… la storia.
La notte nel deserto… la luce delle stelle…
E’ l’immancabile Capo Gruppo che ci ha sostenuto sempre!!!
12 FUORI.... TUTTI IN STRADA INSIEME AD IVAN PER IL PROSSIMO VIAGGIO
EQUIPAGGIO n. 13
Fare un commento al viaggio in Siria e Giordania senza scadere nella retorica è molto difficile, ma con tutta sincerità a noi è sembrato: perfettamente coerente e rispettoso del programma prestabilito, intenso e pieno di momenti magici, anche se a certi tratti un pò frenetico per i nostri gusti di viaggiatori solitari, ma questo era inevitabile vista la corposità del programma. La maestosità dei paesaggi, il grande interesse dei siti archeologici, i fantastici castelli, il fascino delle città (vive e morte), la magia del deserto, la singolarità del mar morto, i colori della barriera corallina del mar Rosso, il tutto condito dalla particolare simpatia dei bambini e la cordiale accoglienza degli adulti, hanno reso il viaggio una fantastica avventura in una realtà socio/economica totalmente diversa e lontana dalla nostra cultura.
Complimenti e ringraziamenti all'organizzazione ( Ivan ) che conferma l'ottima reputazione di TURIT.
Un sincero e sentito ringraziamento vogliamo esprimere a tutti i componenti degli equipaggi: grazie per lo spirito di gruppo, per il rispetto delle persone e degli orari, per la simpatia e l'amicizia , grazie.
Per tutto quanto detto, per noi è stato un INDIMENTICABILE GRAN VIAGGIO
Arrivederci a presto Sandro e Patrizia
EQUIPAGGIO n. 14
Tutti mi chiedono: “Com’è andata, com’è il posto e la gente? La guerra, gli attentati, ecc. Io gli rispondo. Chi cerca il verde, l’acqua (mare, laghi, fiumi), donne in topless, beh non vada in questi paesi.
Chi cerca emozioni nuove, culture diverse, anche se per certi aspetti inconcepibili per noi, e soprattutto testimonianze storiche, dagli albori della civiltà ai greci, ai romani, un mese è poco, soprattutto se è un amante della storia.
La gente, cioè gli uomini, è cordiale, ti sorride, ti aiuta, si fa fotografare. Hanno poco, ma c’è capitato di ricevere in regalo il pane, l’anguria, sono curiosi ma non invadenti, dignitosi, pochissimi i bambini che chiedono qualcosa. Le donne sono quasi tutte super vestite di nero e con il velo sul viso, anche in ammollo nel mar Morto e nel mar Rosso.
Dopo un po’, quando ti limiti a vedere e non guardare, la sensazione di “pena” che proviamo, passa. E allora ti giri dall’altra parte, non guardi e non fotografi. Come quando sei in una riserva africana, fotografi i primi 10 elefanti, zebre, antilopi, e poi, come per le figurine, dici… questo l’ho già, e, in qualche modo torni a rispettare la loro cultura.
Per quanto riguarda la sicurezza, mai avuto sensazioni di pericolo, anche da soli in giro per le viuzze o dentro i labirinti dei loro mercati. In Siria pochissimi vigili, in Giordania molta polizia.
L’ambiente siriano è abbastanza monotono e monocromatico, i colori del deserto sassoso. La Giordania più varia, più verde, saliscendi, riferimenti importanti per il cristianesimo, il fenomeno del mar Morto, la barriera corallina del mar Rosso, le montagne colorate del Wadi Rum affioranti dalla sabbia rossa, e poi Petra, unica, affascinante, grande.
Caldo ma non di più dell’agosto in sud Italia, dai 38 ai 42 gradi, ma senza umidità.
E poi i magnifici 14, anzi i 32. Bravi, puntuali, pazienti, instancabili nonostante i 7500 km. percorsi, più le visite ai siti e ai mercati, arrivi con il buio e partenze mattutine. E che dire del n. 1? Il capo branco, il buon pastore, il buon dittatore (quando serve), il mago. Senza di lui non sarebbe stato tutto così interessante e bello. Ivan il Terribile si è dimostrato ancora una volta grande!
Mi è mancata una cosa…. Sul finire, una settimana di relax, uno sdraio, un po’ di brezza all’ombra.
Agata, Maurizio, Adam.
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