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Note a margine della Conferenza sul Turismo |
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La scorsa settimana, abbiamo brevemente riferito su quanto è stato fatto e detto durante la IV Conferenza Italiana per il Turismo che si è tenuta a Riva del Garda. A qualche giorno di distanza ci corre l’obbligo di ritornare sull’argomento con alcune considerazioni.
La prima e più importante riguarda l’assenza di qualsivoglia accenno al turismo all’aria aperta (non diciamo al turismo itinerante), una realtà rappresentata dai campeggi e dai villaggi turistici che totalizza circa 70 milioni di presenze! La ricettività del nostro Paese è stata identificata soltanto nell’albergo, il quale ha potuto presentare in modo ufficiale tutte le proprie istanze. E’ evidente che la cultura turistica dei nostri politici è molto elitaria e ignora tutti i segmenti turistici emergenti (ma probabilmente considerati “minori”) come gli agriturismi, i bed & breakfast e, appunto, campeggi e villaggi.
La seconda considerazione riguarda l’esclusione dal programma dei lavori della rappresentanza delle oltre 6.000 pro-loco, che, da sempre, sono una struttura portante del turismo nazionale. Se ne lamenta, giustamente, Claudio Nardocci, presidente dell’UNPLI (l’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia). Precisa Nardocci: “La mia rimostranza ha come unico scopo quello di incentivare la collaborazione sempre più stretta tra tutti i protagonisti del nostro bistrattato Turismo”.
Si tratta di due lacune di non poco conto. Ci auguriamo che i due protagonisti dell’evento, il Governo e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, se ne rendano conto e corrano ai ripari.
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