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Mercato dei formaggi in crisi |
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Anche l’industria casearia sente i morsi della crisi. Lo affermano numerose testimonianze, tra le quali ne abbiamo selezionate due: il formaggio Asiago e il formaggio di Fossa. Nel corso dell’assemblea dei soci del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, il presidente, Roberto Gasparini, ha affermato «Con l’incontro di oggi, chiudiamo formalmente un anno non certo facile per il nostro formaggio, anno peraltro caratterizzato da diffuse difficoltà per tutto il comparto lattiero caseario e, più in generale, per l’intera economia agricola». I dati sull’andamento del settore primario nel 2009 sono infatti negativi e rivelano un calo della produzione agricola del 3,2% e dei prezzi all’origine del 12,4%. Tuttavia. la produzione complessiva di formaggio Asiago ha registrato invece una piccola crescita, pari ad un incremento dell’1,1% per un totale di 1.757.194 forme; i prezzi, al contrario, continua il Presidente, hanno subito, purtroppo, un calo, del 7,6% per l’Asiago fresco e dell’8,1% per l’Asiago stagionato, pari ad una diminuzione di circa 30/40 cent./kg, con un ritorno alle quotazioni del 2006/2007”.
Il Formaggio di Fossa, tipico prodotto marchigiano-romagnolo, si è recentemente presentato all’assemblea dei soci del Consorzio di Tutela con motivi di grande soddisfazione e, nello stesso tempo, di preoccupazione. La soddisfazione riguarda il riconoscimento (atteso da tempo) della Dop da parte dell’Unione Europea; la preoccupazione riguarda, invece, l’andamento del mercato che, come ha detto il presidente, Giafranco Rossini, “Deve fronteggiare prospettive non certamente rosee, in quanto la crisi ha ormai attanagliato tutti i settori e le famiglie che cercano di risparmiare limitano i generi di non prima necessità. Ma – ha concluso – il Fossa è anche un prodotto di qualità e reggerà comunque bene la crisi”.
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