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L’obesità attraverso le successive rappresentazioni dell’Ultima cena PDF Stampa E-mail
La notizia arriva dagli Stati Uniti, dove la rivista scientifica internazionale Journal of Obesity pubbblica sul numero di aprile un'interessante ricerca dei fratelli Brian e Craig Wansink, il primo docente di marketing e economia applicata alla Cornell University, il secondo docente di teologia alla Virginian Wesleyan College di Norfolk.
I due ricercatori hanno analizzato i 52 dipinti realizzati in epoche diverse e pubblicati nel volume "Ultima cena", edito da Phaidon, mettendo in luce come in un millennio l'iconografia dell'ultima cena abbia visto aumentare del 69,2 % la quantità dei cibi proposti sul tavolo di Gesù.
A detta dei due ricercatori la comparsa di cibi come maiale, agnello e pesce, mai citati nelle sacre scritture, che parlano solo di pane e vino, rispecchia le abitudini alimentari dell'epoca. Nel corso dei secoli, l'aumento delle porzioni nei piatti dei dodici apostoli viene così interpretato come specchio di una società sempre più abituata a mangiare in abbondanza, con il conseguente aumento progressivo dell'obesità.
 
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