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L’andamento del turismo nel mondo PDF Stampa E-mail
Secondo gli aggiornamenti diffusi dal Barometro dell’UNWTO (l’Agenzia per il turismo delle Nazioni Unite), gli arrivi internazionali di turisti sarebbero aumentati del 7% nei primi due mesi del 2010. Prosegue così la ripresa già evidenziata nell’ultimo trimestre del 2009, quando gli arrivi registrarono una crescita del 2% dopo 14 mesi consecutivi di risultati negativi. Sebbene i dati relativi al mese di marzo siano ancora incompleti, nei paesi che li hanno già elaborati sembra che la tendenza stia continuando.
La crescita ha riguardato tutte le regioni del mondo, sebbene con risultati differenziati. E’ stata del 10% in Asia e nei paesi sul Pacifico e del 7% in Africa. L’aumento è stato più debole in Europa e negli USA (+3%), vale a dire nelle due aree più duramente colpite dalla crisi globale e dove la ripresa è relativamente più lenta.
Numerosi paesi hanno rilevato risultati positivi nei primi mesi del 2010. Delle 77 destinazioni che hanno già elaborato i rispettivi risultati, 60 hanno evidenziato numeri in crescita e, di queste, 24 hanno segnalato aumenti a due cifre, come: Estonia, Israele, Hong Kong, Macao, Giappone, Taiwan, Indonesia, Singapore, Vietnam, Guam, India, Nepal, Sri Lanka, US Virgin Islands, Nicaragua, Equador, Kenya, Seychelles, Marocco, Egitto e Arabia Saudita. Nonostante che si sia verificato un chiaro miglioramento rispetto al 2009, la crescita deve essere valutata con cautela, dal momento che il confronto riguarda un periodo particolarmente negativo come quello verificatosi nel 2009. Nell’insieme, gli arrivi internazionali di turisti sono stati 119 milioni nei primi due mesi del 2010, con un salto del 7% sul 2009, ma ancora inferiori del 2% rispetto al valore record raggiunto nel 2008.
Queste valutazioni non risultano affatto alterate dalle recenti interruzioni del traffico aereo in Europa che, sebbene abbiano colpito duramente le linee aeree, gli aeroporti e i tour operator, non avrebbero – secondo l’UNWTO – causato perdite al turismo superiori allo 0,5% del fatturato globale, stimato in 852 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 942 miliardi registrati negli anni precedenti. In termini reali (depurate, cioè, dalle variazioni dei tassi di cambio e dall’inflazione), le entrate del turismo internazionale sono calate del 6%, in misura superiore la diminuzione del 4% degli arrivi, evidenziando così la stretta connessione tra i due indici. L’esperienza suggerisce che, in tempi di crisi, gli introiti tendono ad essere maggiormente influenzati in negativo che non gli arrivi, come è successo nel 2009.
I dieci principali paesi che incassano di più dal turismo internazionale evidenziano un significativo cambiamento, con la Cina che supera la Francia al quarto posto; era soltanto settima nel 2005.
Non ci sono state invece variazioni per quanto riguarda le prime dieci destinazioni del turismo internazionale e dei correlati fatturati, Francia, USA e Spagna continuano ad occupare le prime tre posizioni sia per arrivi che per fatturati, sia pure in misure diverse. La Francia continua a primeggiare per quanto riguarda gli arrivi internazionali, mentre è terza in termini di fatturato. Gli USA sono primi per fatturato e secondi per arrivi. La Spagna mantiene la posizione come seconda in termini di fatturato (prima in Europa) e si colloca al terzo posto per arrivi.
 
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