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Importante opera umanitaria in camper |
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Dopo oltre sessant'anni ha riportato a casa ciò che era rimasto di alcune decine di nostri soldati dispersi in Russia: le loro piastrine di riconoscimento. E' l'opera umanitaria di Francesco Marchi, noto campernauta e organizzatori di viaggi prevalentemente verso l'Est Europa, che la scorsa estate alla guida di una colonna di nove camper, ha ritrovato le tracce degli uomini dell'Armir, il corpo d'armata italiano che combattè in Russia durante la seconda guerra mondiale.
E, il 6 febbraio scorso, le ha riconsegnate ai parenti, dopo averli rintracciati nei vari paesi d'origine, durante una commovente cerimonia che si è tenuta a Castel Bolognese (RA). A consegnare a Marchi le piastrine militari, che recano cognome, nome, paternità, maternità, luogo di nascita e matricola dei soldati, era stato un meccanico della zona del Don, che le aveva rinvenute con il metal detector. "Ve le offro per portarle in Italia. I soldati a cui appartenevano sono morti probabilmente in un campo di concentramento e sepolti in fosse comuni" - aveva detto.
"Le aveva in una borsa della spesa" - ha raccontato Marchi - "in segno di ospitalità abbiamo stappato qualche bottiglia del nostro vino e parlato a lungo".
Dei soldati morti, di cui non si era mai perso il ricordo, i parenti non possedevano però alcun segno materiale. Ora c'è una piccola piastrina a testimoniare un grande sacrificio.
Grazie all'intraprendenza di un appassionato camperista.
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