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Il business del turismo in Italia |
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Secondo dati forniti dall’ISNART, il Centro Studi delle Camere di Commercio, il posizionamento del nostro Paese nel mercato turistico è quello descritto di seguito.
Tra Italia, Francia, Spagna e Grecia, l’Italia è il primo Paese per consistenza del comparto alberghiero (2.202mila posti letto) e il secondo Paese per numero totale di posti letto (circa 4.500 mila posti letto). Tra i quattro competitor a confronto, l’Italia è la seconda destinazione per arrivi negli alberghi (circa 77 milioni) dopo la Francia (99 milioni), ma la prima per presenze, che ammontano a poco meno di 252 milioni.
La Spagna (75 milioni, arrivi gli 247 milioni le presenze) risulta più allineata all’Italia e la Grecia conta su una quota di arrivi decisamente più bassa, pari al 17% degli arrivi che interessano l’Italia e il 22% in termini di presenze.
Dalla distribuzione mensile delle presenze negli alberghi, l’Italia fa risaltare una stagionalità decisamente marcata, con picchi di utilizzazione lorda nei mesi centrali dell’estate (55,2% luglio, 61,4% agosto). Francia e Spagna si rendono protagonisti di andamenti stabili lungo l’intero arco annuale, con la Francia che riesce ad occupare costantemente circa 3 camere su 10. Tuttavia, poichè l’Italia dispone di circa un milione di posti letto alberghieri in più rispetto alla Francia e 1/3 oltre quelli spagnoli, la performance italiana non può essere interpretata in maniera eccessivamente critica.
Esiste un sistema parallelo di offerta, quello delle “seconde case”, di dimensioni pari o superiori a quello rilevato ufficialmente, che per il 2009 conta 160 milioni di pernottamenti stimati dei turisti internazionali e 342 milioni per i turisti italiani, questi ultimi in crescita del +20% rispetto al 2008.
Questo delle seconde case è un fattore determinante per la valutazione del sistema turistico italiano, perché sebbene non incida direttamente sul fatturato delle imprese turistiche, risulta comunque molto importante per i consumi che i turisti effettuano nelle destinazioni di vacanza, che i dati indicano praticamente pari a quelli dei turisti che alloggiano nelle strutture ricettive.
Infatti, in merito alla spesa dei turisti delle seconde case, dalle indagini condotte da Unioncamere-Isnart ai turisti italiani e stranieri durante il loro soggiorno in Italia, la spesa media individuale giornaliera nel 2009 (escludendo la spesa per l’alloggio) dichiarata da coloro che soggiornano nelle seconde case è pari a 57 euro contro i 69 euro spesi dal turista che alloggia nei canali della ricettività tradizionale. Inoltre, valutando la spesa per l’alloggio il turista delle seconde case (in affitto) arriva a spendere in media 33 euro al giorno
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