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Così va il turismo in Italia |
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Nel n. 3/2009 del periodico “Trademark Trend” è pubblicata un’analisi critica del rapporto tra stato e regioni nel nostro Paese in materia di turismo. Si tratta di un sorta di fotografia di una situazione che non giova certamente allo sviluppo turistico dell’Italia, ma che fa comodo ai politici nostrani, Eccone il testo:
“Tutti si lamentano perché il turismo va male. Lo Stato da parte sua non fa niente per portare l'Italia fuori dal tunnel della recessione. Del resto, dicono gli esperti: "il turismo è un compito delle Regioni le quali non ci pensano proprio a restituire allo Stato lo delega". Con il turismo si rimediano consensi e viaggi gratis e la pubblica amministrazione non intende rinunciarci.
Il governo centrale invece afferma che il turismo affidato alle regioni è un disastro per lo sviluppo dell’Italia perchè:
- la classificazione alberghiera è regionale. I turisti di Palermo e quelli di Firenze a parità di stelle ottengono servizi e comfort tanto diversi da protestare ad alta voce;
- non ci sono marchi di qualità che garantiscano l'ospitalità e la ristorazione a livello nazionale. I parametri e gli standard sono al massimo regionali, spesso provinciali;
- ogni Regione ha creato un proprio sistema per le prenotazioni on-line, un'esperienza fallimentare che le Regioni continuano a tenere in piedi per farsi belle con i propri elettori; - la formazione, che riempie la bocca a tutti, è regionalmente controllata, dunque disomogenea in fatto di programmi e contenuti. Stessi fondi, stessi soldi sottratti a lavoratori e datori di lavoro per trasmettere cose controverse attraverso docenti che hanno una vision locale o provinciale;
- per la promozione e la pubblicità turistica la spesa delle Regioni supera i 500 milioni di euro. Queste risorse le ottengono con i prelievi fiscali. Obiettivo della promozione regionale? Sottrarre quote di mercato ai competitor vicini, sedurre con incentivi compagnie aeree low cost, tour operator e coach operator che operano nelle regioni confinanti, andare singolarmente all'estero per fiere e workshop, far gestire agli amici la comunicazione e la propaganda regionale;
- il management alberghiero è regionale: lombardo, veneto, romagnolo, molisano, calabrese, etc.. Le associazioni di categoria e le confederazioni sindacali non hanno una linea manageriale da seguire e difendere, hanno 20 linee regionali diverse. Ciascuna pretende di seguire il modello gestionale più corretto e ognuna ritiene che come si alloggia, si mangia, si fa vacanza da me non si fa da nessun altro;
- ogni Assessore regionale ha ovviamente una sua visione dei mercati, un suo progetto di promozione e comunicazione. Chi punta alla Germania e chi all'India, chi guarda la Cina e chi gli Stati Uniti. Poi ci sono i Paesi da scoprire viaggiando: il Canada è il più gettonato. Ci sono 20 carovane di ufficiali pubblici che viaggiano gratis per il mondo rendendo ridicolo il brand Italia.
E come dice il World Economic Forum, l'Italia arretra in classifica e davanti a sè ha ancora un anno, il 2010, di difficoltà”.
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