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Commissariato il consorzio mozzarella di bufala PDF Stampa E-mail
Il Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala è stato commissariato dal ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Luca Zaia, il quale ha così spiegato la decisione: «Durante i controlli lo stesso presidente del Consorzio è stato sorpreso annacquare il latte. Ho già firmato un Decreto in cui ho nominato quattro uomini di mia fiducia, che controlleranno, con la lente di ingrandimento, anche questo grave caso di contraffazione».
«Da due anni a oggi - ha proseguito il ministro - la mia politica di tolleranza zero ha portato alla scoperta di molti casi di contraffazione di prodotti alimentari. A novembre i numerosi controlli nella Grande Distribuzione hanno rivelato che nel 25% dei campioni analizzati, le mozzarelle non erano vere Mozzarelle di Bufala poiché contenevano almeno il 30% di latte di vacca».
Il fatto appare particolarmente grave se si pensa che la mozzarella di bufala è stata consumata nel 2009 da quasi un italiano su due e si classifica tra i formaggi preferiti a livello nazionale e internazionale, dove svolge un ruolo di traino del made in Italy, alimentare e non. Si tratta di un prodotto simbolo dell’agroalimentare made in Italy che è destinato per il 16 per cento all'esportazione e che offre opportunità di occupazione a 20mila persone con una produzione annuale di circa 31 mila tonnellate per un valore di oltre a 300 milioni di Euro. Dal 12 giugno 1996, la Mozzarella di Bufala Campana - precisa la Coldiretti - ha ottenuto il riconoscimento del marchio a Denominazione di Origine Protetta e ora è al quarto posto per produzione tra i formaggi DOP.
Nella produzione di mozzarella di bufala - continua la Coldiretti - sono impegnati oltre 3mila imprenditori e 370 caseifici, con circa 250.000 capi allevati, di cui circa 130 mila bufale in lattazione, distribuiti in 1.850 allevamenti. L'80 per cento degli animali è distribuito nell'ambito del territorio campano, il restante 20 per cento è dislocato nel basso Lazio, in Puglia e in Molise..
Il Commissariamento deve essere l’occasione - sostiene la Coldiretti - per riequilibrare la presenza degli allevatori nel Consorzio, dove fino ad ora ha prevalso la componente industriale, per realizzare un necessario e profondo cambiamento, a garanzia degli allevatori e dei consumatori.
 
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