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“Basta col proibizionismo!” Zaia in difesa del vino “made in Italy” PDF Stampa E-mail
“Bisogna finirla di considerare ubriaco chi beve due bicchieri - ha affermato il ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia - è in atto una criminalizzazione del vino che non ha senso e che sta uccidendo uno dei comparti più pregiati del made in Italy. Non credo nella cultura del proibizionismo. Il limite attuale, 0,5 grammi/litro, è ragionevole e accettato dall’opinione pubblica, entro questi livelli si è sobri e perfettamente in grado di guidare.” Zaia invita a riflettere sulle statistiche: solo il 2,09% è causato da guidatori in stato d’ebbrezza. Le parole del ministro sono riportate da “Quattroruote” al quale ha rilasciato un’intervista.
Alle affermazioni di Zaia reagisce con durezza la Fondazione Luigi Gruccione Onlus che ricorda uno spiacevole episodio del quale sarebbe stato protagonista il ministro. Si legge testualmente nel comunicato dell Fodazione: “Il 18 luglio 2007 il leghista Luca Zaia – all’epoca vicepresidente della Regione Veneto - fu colto dalla Polstrada mentre correva a 193 chilometri all'ora sull'autostrada A27 nei pressi di Conegliano (Treviso). Multa da 407 euro che non ha incrinato il piglio “aggressivo” di Zaia, che subito dopo ha rilanciato la sua idea controcorrente sul tema dei limiti di velocità, che secondo lui andrebbero innalzati.
Affermazioni e comportamenti gravi da parte di Zaia, anche perché non è uomo di strada ma un ministro in carica” - dice Giuseppe Guccione della Fondazione Luigi Guccione”. Sull’alcol in particolare – aggiunge Guccione – perché mostra una grave ignoranza del ministro. I ministri Sacconi e Fazio dovrebbero richiamare il ministro Zaia a correggere le sue affermazioni sul caso dell’uso degli antistaminici, in particolare, e sul loro valore “salvavita”. Infatti non ci “azzecca” nulla il paragone con l’uso ed abuso dell’alcol e non si possono ingenerare tra i cittadini fuorvianti idee sulla funzione dei farmaci. Un ignorante non dovrebbe fare il ministro! L'Alcol causa quasi il 10% di tutte le morti per malattia o morti premature in Europa.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel suo rapporto "Global Burden of Disease", ha rimarcato come l'alcol sia il terzo più importante fattore di rischio, dopo il fumo e l'ipertensione. L'alcol comporta più rischi del colesterolo alto e del sovrappeso, è tre volte più rischioso del diabete, e cinque volte più dell'asma. Anche su questo punto dal Gabinetto della Salute del Governo dovrebbero informare il loro collega all’Agricoltura, al di là della sicurezza stradale. Anche perché non possiamo permetterci di pagare col danaro pubblico persone che fanno opera di disinformazione e di dannosi esempi comportamentali per la salute pubblica”.
“Basta col proibizionismo!” Zaia in difesa del vino “made in Italy”
 
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