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Ad Ecotur i dati del Rapporto 2009: turismo natura in crescita PDF Stampa E-mail
La crisi economica e la contrazione della domanda turistica non fermano l’ascesa del turismo natura. Il 2009, infatti, si è chiuso con 99,1 milioni di presenze, oltre 100 mila in più rispetto al 2008, e un fatturato di 10,7 miliardi di euro (era di 10,5 nel 2008). Sono i dati principali emersi dalla presentazione del Rapporto Ecotur sul Turismo Natura, elaborato da Istat, Enit, Università dell’Aquila e Regione Abruzzo nell’ambito della ventesima edizione di Ecotur, borsa internazionale dedicata al turismo «verdeblu» chiusosi ieri a Chieti. Secondo le stime dell’ottavo Rapporto Ecotur – illustrate dal docente di economia dell’ateneo aquilano Tommaso Paolini alla presenza del direttore generale dell’Enit, Paolo Rubini, del presidente di Ecotur Enzo Giammarino e dei dirigenti dei principali parchi italiani – emerge che il trend di crescita del turismo natura non si arresta neppure nell’anno nero del settore. L’aumento viene percepito con forza dal 60 per cento dei tour operator, anche in ragione del boom degli ultimi anni. Nel 2006 infatti le presenze totali negli esercizi ricettivi ufficiali delle aree protette erano di poco superiori a 94 milioni e il fatturato era di 9,8 miliardi di euro. Un incremento consistente, raggiunto in pochi anni e segnato da un pool di parchi nazionali che fungono da traino per l’intero settore: secondo i tour operator italiani infatti i parchi più richiesti sono, nell’ordine, Abruzzo (21 per cento), Gran Paradiso (18 per cento), Cinque Terre (16 per cento), Stelvio (14 per cento), Foreste Casentinesi (13 per cento), Maiella (11 per cento) e il parco regionale dell’Etna (11 per cento), il primo – quest’ultimo – fra i parchi regionali.
Le attività preferite dai turisti che scelgono questo particolare segmento turistico sono quelle sportive (46,4 per cento), il relax (21,3 per cento), l’enogastronomia (15,2 per cento) e la riscoperta delle tradizioni (12,7 per cento), mentre fra le attività più in voga ci sono l’escursionismo, il trekking e la mountain bike.
Quanto al sistema ricettivo, le strutture alberghiere restano la soluzione preferita (23,7 per cento), in leggero calo rispetto al 2008, mentre crescono gli agriturismi (dal 20,7 al 21,5 per cento) e restano stabili i B&B (21,6 per cento). In calo il ricorso alle case private (ormai sotto l’11 per cento) ed ai camping (7,7 per cento), stabili i camper (5,5 per cento). I tempi di permanenza sono prevalentemente di 1 e 2 giorni, quota che aumenta considerevolmente se si analizzano i soli parchi nazionali.
 
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