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Il nostro magazine di territorio, ambiente ed enogastronomia
Editoriale di Giuseppe Continolo
Tracciabilità: per il settore alimentare la parola è quasi un neologismo, ma sta conquistando un’importanza crescente. Significa possibilità di seguire un prodotto dalla sua nascita alla sua esposizione in un qualsiasi punto di vendita.
Il dispositivo di difesa del consumatore, rappresentato dalle diverse certificazioni (doc, dop, docg, igt, ecc.), risulta indebolito se l’utente finale non ha la garanzia che le materie prime che entrano nel prodotto sono quelle stabilite nel disciplinare al quale deve attenersi la produzione. La mozzarella di bufala campana, tanto per fare un esempio, non può avvalersi di questa definizione se il latte utilizzato non è prodotto localmente, una eventuale diversa provenienza deve essere dichiarata nell’etichetta che accompagna il prodotto, affinchè il consumatore ne sia informato.
La “tracciabilità”, oltre a rappresentare una garanzia di genuinità, ha una doppia valenza per il consumatore: tutela la sua salute e lo informa sul livello di inquinamento generato dal prodotto per giungere sulla tavola.
I taroccatori, si sa, non guardano in faccia a nessuno. E’ recente la notizia di latte cinese tossico giunto anche in Italia. L’obbligo di dichiarare la provenienza di un qualsivoglia prodotto alimentare in etichetta, chiesto a gran voce anche dal ministro per le Politiche Agricole, Luca Zaia, in sede europea, rappresenterebbe un’ulteriore difesa della salute del consumatore, al di là della vigilanza alle frontiere.
Quanto, poi, all’inquinamento dovuto ai mezzi di trasporto, non è casuale che oggi si suggerisca al consumatore di privilegiare i prodotti a “Km.0”, o se si preferisca, locali. La scelta di prodotti agroalimentari raccolti in paesi lontani non fa che peggiorare lo stato di salute del nostro malconcio pianeta. Lo abbiamo documentato più volte in questo giornale.
Il consumatore, in un’economia di mercato, resta libero di fare le sue scelte. La “tracciabilità” lo aiuta a scegliere meglio.
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