In questi giorni gli economisti ci anticipano che, sotto “l’albero”, quest’anno, troveremo dei regali più poveri. Questo, anziché rattristarmi, mi fa tornare indietro negli anni; a quando, cioè, nessuno di noi si aspettava regali carissimi e sfarzosi ma si preparava alla “vigilia” per trascorrere le festività con la propria famiglia e con gli amici più cari.
Negli anni, lo sviluppo ed il benessere, hanno trasformato il Natale in una corsa al consumismo senza lasciare più spazio ai sentimenti, quelli veri, che riuscivano a riempire i nostri cuori. I bambini aspettavano con fiducia il Natale perché solo in quella occasione avrebbero ricevuto dei doni che venivano apprezzati con commozione.
Per diversi mesi, quei regali riuscivano a riempire le loro giornate, consapevoli dell’amore con il quale i loro genitori li avevano comprati (magari rinunciando a qualcosa per loro).
Poi tutto questo è un po’ scomparso, le letterine a Babbo Natale sono quasi sparite, così come il mistero stesso del Natale.
Si salutava la fine dell’anno con la fretta di cominciarne uno nuovo, nella consapevolezza di un futuro in crescita.
Oggi, questa sicurezza sembra essere svanita ma tutti dobbiamo fare in modo di riconquistarla supportando il nostro “mondo” secondo la possibilità di ognuno di noi. Tutti siamo coscienti che l’anno appena trascorso è da archiviare come uno dei peggiori degli ultimi decenni.
Un anno che ha colpito l’economia mondiale incrinando anche le strutture più solide della nostra generazione.
Ma come vediamo noi, turisti itineranti, questa crisi? Fortunatamente abbiamo i nostri veicoli ricreazionali che ci permettono di allontanarci anni luce dalla recessione, facendoci vedere le difficoltà solo attraverso i finestrini dei nostri camper.
Siamo dei fortunati perché all’interno dei nostri “giocattoli” itineranti il mondo ci sembra sempre lo stesso, con i problemi sempre lontani e con le difficoltà che si ripresentano solo al momento di parcheggiare e al ritorno dalle nostre escursioni.
Partire con il proprio veicolo itinerante è come “staccare la spina” dalla realtà, allontanarsi dai problemi e dimenticare le difficoltà che l’attualità ci ricorda.
E’ come andare in un altro mondo, un mondo antico e dimenticato, nel quale il Natale è come quello dei vecchi tempi, pieno d’amore, di fiducia e di speranza. Quella speranza che tutto il settore deve avere per una ripresa decisa e compatta.
In questi giorni d’incertezza sembra di vivere i momenti della scuola quando, tutti in silenzio, evitavamo di farci notare per non dover subire le interrogazioni.
Ma a salvarci, quasi ad esorcizzare questo periodo nero per l’economia mondiale, arrivano le festività natalizie che, pur essendo meno ricche e con tante preoccupazioni, ci daranno la spinta necessaria a superare qualunque difficoltà. Tutto questo sarà possibile solo con l’amore verso gli altri e verso chi sta peggio di noi, auspicando che questo sia per tutti un Natale pieno d’amore e di fratellanza.
Auguri a tutti.
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