100 di questi traguardi
Scritto da Ivan Perriera
Raggiungiamo, questo mese, il centesimo numero della nostra rivista.
Un risultato ambizioso al quale siamo arrivati al termine di una trasformazione doverosa che il nostro mensile doveva completare.
Mese dopo mese, impegno e dedizione di tutti i nostri colleghi hanno permesso a TURIT di "crescere" fino alla concretizzazione di quei progetti che ci eravamo prefissati.
Grazie anche alle vostre segnalazioni, consigli e pareri, abbiamo inserito, in questi ultimi anni, rubriche di comune interesse che hanno completato gli argomenti trattati.
Sono felice di poter vivere questa straordinaria esperienza, cominciata solo quattro anni fa, assieme a tanti amici e colleghi ma, soprattutto, di aver incontrato sulla mia strada professionale un compagno di viaggio serio e preciso, che rappresenta ancora oggi la storia di "Turismo all'Aria Aperta" per la quale ha lavorato alle dipendenze di Gianni Minzoni (primo
editore al quale si è, prima, affiancato e, poi, sostituito Claudio
D'Orazio) e che, con il solo aiuto della sua tenacia e preparazione, ha
vissuto per quattordici anni la crescita della nostra rivista.
Un collaboratore senza il quale non sarei riuscito a "traghettare" Turismo
all¹aria aperta verso l¹attuale TURIT.
Sto parlando di Giuseppe Continolo, nostro direttore responsabile,
coadiuvato dal Capo Redattore Simona Benzi e dalla grafica Silvia
Sacchi, che sono cresciute a stretto contatto con lui, al quale cedo lo
spazio per una conclusione a ³quattro mani² del nostro editoriale n.
100.
Una storia lunga 100 puntate ...ma non finisce qui!
Scritto da giuseppe Continolo
Sono a fianco di TURIT (allora si chiamava "Turismo all'Aria Aperta") fin dalla sua nascita. Parlo di 14 anni fa quando uscì il primo numero (anzi, il numero zero, un numero di prova). Tirammo fuori (il plurale è d'obbligo, dal momento che al mio fianco c'era Gianni Minzoni, l¹editore) un fascicolo di appena 8 pagine in formato tabloid. E già ci sembrava di avere compiuto uno sforzo enorme!
Da allora siamo cresciuti in continuazione, fino a diventare una testata di riferimento. Ciò è potuto succedere grazie a un quotidiano gioco di squadra che ha visto coinvolti un manipolo di affezionati collabori esterni e uno staff interno di tutto rispetto. Non dimentico, poi, la carica motivazionale che ci viene elargita dal nuovo editore Claudio D'Orazio.
Oggi celebriamo la centesima uscita e posso dichiarare a nome di questo gruppo che ci sentiamo tutti molto soddisfatti. Lo dico con orgoglio e senza retorica, confortato anche dalle autorevoli testimonianze che pubblichiamo a pagina 6.
Non so quante altre centinaia di uscite seguiranno la numero 100.
Quello che è certo è che la nostra storia non finisce qui!
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