Home Editoriale Turisti Itineranti patrimonio dell'Unesco
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Turisti Itineranti patrimonio dell'Unesco |
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Èproprio bello il mio lavoro, mi porta a conoscere migliaia di persone che parlano la mia “lingua”, condividono i miei interessi, con le quali abbiamo in comune l’amore per il Turismo.
Ed è proprio in uno di questi incontri che ho avuto il piacere di conoscere l’ing. Claudio Ricci, Sindaco di Assisi e Presidente Associazione Città e Siti Italiani Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Nel nostro veloce incontro abbiamo parlato di camper e con piacere posso constatare la consapevolezza che il Sindaco ha della crescita del Turismo Itinerante.
Nel congedarmi dal suo ufficio mi fa dono di due bellissimi volumi dei siti italiani patrimonio dell’Unesco, così eleganti che sembrano lontani dalla nostra semplicità di turisti itineranti.
Non appena in ufficio, trovo il tempo per sfogliare il primo: “Luoghi Italiani Patrimonio dell’Unesco” e subito, alla fine del libro, leggo una frase di Bruce Chatwin che mi colpisce: “perché divento irrequieto dopo un mese nello stesso posto, insopportabile dopo due”.
Senza dubbio, penso, questo sono io. È la frase di un camperista che soffre le soste prolungate, preferendole a quelle più brevi!
Comincio a leggere le prime pagine e ne apprezzo l’impaginazione, fino a sfogliarlo velocemente, arrivando alle ultime pagine dove trovo una serie di frasi, all’interno della rubrica: Viaggi d’autore ad ogni latitudine, che individuano il turista itinerante in tutti i suoi momenti. Leggiamoli insieme:
“Il mondo è un libro e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina” (S.Agostino);
“Un viaggio di mille miglia deve cominciare con un solo passo” (Lao-Tsu); “Non temere di percorrere una lunga strada, se sei diretto verso coloro che hanno qualcosa da insegnarti ” (Isocrate);
“Alcune strade portano più ad un destino che ad una destinazione” (Jules Verne);
“La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili” (William Burroughs); “Di una città non apprezzi le sette o settanta meraviglie, ma la risposta che da ad una tua domanda” (Italo Calvino);
“Felice chi, come Ulisse, ha fatto un bel viaggio” (Joachim Du Bellay); “Non è segnata su nessuna carta: I luoghi veri non lo sono mai” (Herman Malville);
“Non seguire il sentiero già segnato; va invece dove non vi è alcun sentiero, e lascia la tua traccia…” (Sergio Bambaren);
“Chi non viaggia non conosce il valore degli uomini” (Ibn Battuta); “I viaggi sono i viaggiatori” (Fernando Passoa); “Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma” (Bruce Chatwin); “Sono cinque i punti cardinali. I quattro geografici che conosciamo ed un quinto: il luogo dove ci troviamo noi” (Detto orientale); “La nostra natura sta nel movimento; il completo riposo è la morte” (Blaise Pascal); E concludo con quelli che più ci rappresentano e ci somigliano: “Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole” (Charles Baudelaire);
“Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avrete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite.” (Mark Twain).
Allora non ci sono più dubbi: I turisti Itineranti, riconoscendosi in queste frasi, possono essere considerati di diritto “Patrimonio dell’Unesco”.
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