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Tra alti e bassi PDF Stampa E-mail
Il nostro è un settore in continuo movimento e, in ogni caso, seguirne le evoluzioni è sempre piacevolmente interessante. Negli anni precedenti si è registrata una costante crescita di fatturato, nonostante l’economia mondiale (e quella europea in particolare) facesse registrare flessioni preoccupanti.
Adesso, e i dati sono riferiti al 2007/2008, anche in “casa nostra” si cominciano a vedere i segni in negativo.

Non c’è stata azienda, insomma, che in questo ultimo anno abbia registrato incrementi nelle vendite e, anche chi si è “salvato” con risultati positivi nelle altre nazioni europee, in Italia ha dovuto cedere ad una crisi molto profonda e articolata.
I motivi di questa tensione sono diversi e determinati da fattori difficilmente controllabili. Innanzitutto una situazione stagnante in tutti i settori commerciali causata da un ridotto potere d’acquisto, da una profonda crisi finanziaria, alla quale va aggiunta una instabilità preoccupante delle “borse” ad un aumento dei tassi d’interesse.
Quanto sopra crea inevitabilmente una prudenza, da parte dei consumatori, che si evidenzia maggiormente in quei mercati di consumo meno indispensabili a favore di quelli dei beni di prima necessità.
Con questo clima sono scontate le riduzioni di presenze nei punti vendita dei clienti che hanno visto ridurre drasticamente la potenzialità del proprio portafoglio.
Analizzando nello specifico il nostro modo di vivere il turismo possiamo certamente aggiungere, fra le motivazioni della crisi, l’aumento vertiginoso dei carburanti che ha trasformato anche la più modesta delle gite “fuori porta” in un impegno economico difficilmente gestibile da parte dei più deboli (pensionati e famiglie monoreddito).
La ciliegina sulla torta, infine, ci viene offerta dalla situazione dei divieti che continuano ad aumentare nelle zone ad alta densità turistica che è seconda solo all’aumentare dei costi per un pernottamento in campeggio (in alcune zone della Romagna più caro di un pernottamento in albergo).
Ma i segnali positivi ci sono, fortunatamente non solo dalle case costruttrici, e ci aiutano ad immaginare il nostro prossimo futuro in modo più ottimistico.
L’ANAS, ad esempio, grazie all’intervento fatto dal Direttore dell’Ispettorato Vigilanza Concessioni Autostradali, Dr. Mauro Coletta, ha messo in opera 18 nuovi camper service e ben 49 già esistenti portati a norma di funzionamento, per un totale di 67 stazioni di servizio che si sono adeguate in seguito a quanto avevamo chiesto, ed ottenuto, durante il convegno di Carrara al quale ha preso parte l’allora Ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro. Alla faccia di chi sosteneva che non avremmo ottenuto nulla e/o che il Ministero non avrebbe potuto fare niente perché non era di sua competenza!!!
E non solo. Sempre grazie (anzi GRAZIE) all’intervento del Dott. Coletta, in queste stazioni di servizio, oltre al camper service, è stata adeguata la segnaletica che, come avrete certamente notato, negli ultimi mesi è stata posta anche sui cartelli situati a 500 m prima dell’ingresso in autogrill (vedi foto sotto - di questo leggerete maggiori informazioni a pag. 8).
Certo non è tutto ma questo è quello che TURIT è riuscita ad ottenere in pochi mesi di dialogo, in attesa di riprendere i rapporti con le Istituzioni non ancora perfettamente serene per portare i nostri problemi all’ordine del giorno.
Noi continueremo ad andare avanti così.
 
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