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di Ivan Perriera
È una strana categoria, la
nostra, costretta a vivere
fra le accuse di essere
“ingombranti” e l’assoluta
mancanza di statistiche
che ne possano testimoniare
l’importanza in termini di sviluppo
turistico.
Non esistono registri, sondaggi o rilevamenti
che possano provare il peso
turistico/commerciale dei campeggiatori.
Nei campeggi e nelle attrezzate private,
solitamente stracolme nei periodi di
alta stagione, esistono dei moduli che,
adeguatamente compilati, vanno consegnati
alla questura (o alla locale stazione
dei Carabinieri) esclusivamente
per la Legge sull’antimafia (sempre che
qualcuno le legga) ma che non arrivano
certo sui tavoli delle organizzazioni
turistiche come il Ministrero o i
Dipartimenti del Turismo per un’analisi
conoscitiva delle presenze.
Nelle aree di sosta comunali poi, fatta
eccezione per una solitaria Gradara
(PU) e qualche altra realtà ben organizzata,
non si effettuano rilevamenti statistici
di presenza dei veicoli itineranti
né delle famiglie che visitano le nostre
città. Tutto è lasciato al caso.
Per avere un’idea delle difficoltà che
caratterizzano il recupero di queste
informazioni, basta pensare che, fino a
qualche anno fa, nella Repubblica di
San Marino è intervenuta, con una
apposita campagna promozionale,
anche la Hymer, mettendo in premio
un camper che veniva sorteggiato fra
le famiglie che compilavano un coupon,
al solo scopo di tenere monitorate
le presenze del Turismo Itinerante.
Allo stato attuale, quindi, a parte le
immatricolazioni che si aggirano a
circa 200.000 veicoli, non abbiamo
altri dati interessanti, tali da creare
interesse per le Amministrazioni pubbliche.
Eppure, anche se parliamo di numeri
piuttosto bassi, c’è da tener presente
che il Turista itinerante, a differenza
degli altri turisti, rappresenta una
costante presenza su tutto il territorio
per l’intero arco dell’anno.
Un turista che visita, consuma, spende…
ma non esiste.
Non figura nelle statistiche indispensabili
per stabilirne le presenze, l’impatto
con il territorio, la disponibilità di
spesa.
Pochi considerano, ad esempio, che il
turista all’aria aperta è un turista di
“target medio alto”, alla stessa stregua
dei possessori di auto sportive e
barche di piccola e media dimensione.
Pochi riflettono sull’investimento iniziale
indispensabile per l’acquisto di un
camper (che ormai si aggira, come
prima fascia, intorno a 50.000,00
euro). Quasi nessuno pensa che il camperista
sia determinante per la riuscita
delle manifestazioni.
Insomma, a causa dell’incapacità di
monitorarne l’effettiva concretezza, il
mancato riconoscimento della nostra
categoria come asse portante per il
settore turistico è dovuto essenzialmente
all’assoluta mancanza di dati
statistici, che ci pone nelle condizioni
di essere, praticamente, invisibili.
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