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Quando avevo scritto l’editoriale “Adesso Basta” ero molto dispiaciuto per la latitanza dei nostri politici e nell’inviare la Raccomandata al Ministero (due, per la verità, Infrastrutture e Trasporti) nutrivo poche speranze per una risposta scritta, figuratevi per una convocazione.
E invece, quasi come in un sogno, ecco arrivare la telefonata dalla Segreteria del Ministro Di Pietro per chiedermi chiarimenti a riguardo. Ero già felice così ma, visto che mi ci trovavo, sono andato oltre.
Ho osato. Preso dall’entusiasmo ho chiesto ed ottenuto un appuntamento per poter parlare direttamente con il Ministro Di Pietro. Non mi vergogno nel raccontarvi l’eccitazione nel momento dell’attesa nel salottino del Ministro, fino a quando, un usciere, con una formalità da professore, mi ha fatto accomodare assieme al Consigliere del Ministro, Dr. Orazio Schiavone.
E’ stato l’usciere ad aprirmi la porta e nella stanza, ad accogliermi in piedi, il Ministro. Già questo mi ha spiazzato un po’. Mi aspettavo di trovare il Ministro, seduto alla sua scrivania, che alzava appena la testa, per poi continuare nel suo lavoro facendo finta di ascoltarmi.
E invece no. Era lì, al centro della Sua stanza e mi ha accolto come un amico di vecchia data. Prima di sedermi, la domanda che ognuno di noi avrebbe voluto fargli e che mi avrebbe permesso di individuare meglio l’eventuale interesse per il nostro settore.
“Dott. Di Pietro, è vera la storia che lei sarebbe un camperista?”.
“E’ vero, è vero”. E su queste basi abbiamo cominciato a dialogare sulle problematiche del nostro settore, sulle nostre aspettative e sulle eventuali soluzioni ai nostri problemi. Non so se fossi più emozionato di trovarmi a parlare, come si fa con i vecchi amici, con il Ministro o se lo fossi perché stavo parlando proprio con “quel” Ministro. Certo è che, in quel momento, sapere che potevo fare qualcosa di utile per tutti noi mi ha fatto sentire utile, sapendo che un’occasione come questa non potrà capitare spesso.
La cordialità e l’interesse era sempre più crescente e, senza accorgermene mi immaginavo di parlare con “Tonino” seduto sotto la veranda del mio camper. Tanta è stata la cordialità del dialogo.
Ma ad un certo punto toccava a me avanzare delle richieste e, non chiedetemelo adesso, non so quale sia stato il momento in cui ho trovato il coraggio per dire: “bene Ministro, adesso deve dare seguito alle belle parole che ci siamo detti”.
“Da dove cominciamo?” - mi ha chiesto. “Ma dalla prossima Fiera di Carrara” - rispondo io. E lui che fa? Si alza, mi chiama al suo tavolo riunioni dove c’era la sua agenda e, candidamente, mi dice: “Quando inizia questa fiera? Il 19 gennaio? Bene, allora vengo ad inaugurarla ma lei deve organizzare anche un evento nel pomeriggio nel quale incontrare tutte le organizzazioni di settore”. Figurarsi. E chi ci sperava. Il Ministro, non solo verrà ma mi dà l’incarico di organizzare un convegno per discutere sul futuro del settore.
Ero felice, raggiante, incredulo. Un sogno? Macchè! Non contento di questo, prende carta e penna e mi scrive punto per punto tutto quello che ci siamo detti.
“Io vengo, inauguro, lei pensa al convegno, a contattare le altre organizzazioni e poi…” “E poi - intervengo io - bisognerà che lei individui una persona di fiducia con la quale io possa dialogare frequentemente per tutti gli aspetti organizzativi”.
“Bene - dice lui - “sarà il Dott. Schiavone il suo interlocutore. Insieme a lui, dopo che avrà incontrato le altre organizzazioni più importanti, discuterete delle eventuali proposte che, ovviamente, faremo valutare dai nostri uffici competenti (legale, ecc.). Allora ci vediamo a Carrara. Buon lavoro!”.
Buon lavoro, caro Dr. Antonio Di Pietro, sono io ad augurarlo a lei, perché è da lei che ci aspettiamo quella concretezza che si percepisce standole accanto.
Avrei voluto abbracciarla, caro Ministro, per la serenità del nostro incontro, per la genuinità della sua persona, per le speranze che ha rinnovato in tutto il settore con questo primo incontro.
Grazie Sig. Ministro. L’aspettiamo a Carrara.
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