Sono anni che si dice che il settore del Turismo Itinerante è diviso, che non riesce a fare lobby, che non riesce a trovare accordi concreti mentre tutti gli altri riescono ad essere coesi, compatti, solidali. Ma gli altri… chi?
Più mi guardo indietro (o a fianco) e più vedo interi comparti che si sciolgono come burro al sole, nonostante promesse d’amore eterno. E’ il caso della stampa nazionale (e parlo dei quotidiani), le associazioni dei consumatori, la politica.
Già la politica.
Noi non dovremmo parlare di politica perché è troppo distante, irraggiungibile, incomprensibile e lo sarà fino a quando anche noi non potremo dire la nostra. Abbiamo appena sciolto le Camere per la frammentazione eccessiva dei partiti ed ecco che, nemmeno il tempo di ripartire, siamo ancora più disuniti di prima.
Alle scorse elezioni, due candidati premier assieme ad una miriade di partiti e partitini; oggi, puntando sulla coesione, siamo riusciti ad avere tanti partiti e partitini e altrettanti candidati premier.
Ma allora dove sta la verità?
Forse il nostro settore, così come la nostra politica, ha solo bisogno di tempo per puntare ad una collaborazione più concreta, piuttosto che sperare in una, inutile, unione.
Forse, più che la semplificazione delle proposte dovremmo cercare di sviluppare proposte serie e realizzabili, da preferire a teoriche dichiarazioni di intenti.
Avremmo bisogno di progetti a breve termine e di idee concrete, più che irrealizzabili proclami di unione.
Abbiamo bisogno, insomma, di gente che voglia bene al settore, che ci creda, che lo viva.
Ecco, forse, questo è uno dei nostri problemi.
Il nostro settore, forse da troppo tempo, è stato gestito da chi non possiede neppure un carrello tenda; da chi non campeggia ma vive le vacanze in hotel; da chi non utilizza un veicolo itinerante neppure per il breve viaggio di un weekend.
Solo chi vive giornalmente il turismo itinerante può rendersi conto del danno che può arrecare un esempio sbagliato. Solo chi fa turismo su un mezzo itinerante può comprenderne le necessità. Solo chi viaggia su un veicolo ricreazionale ne conosce i limiti progettuali di alcuni modelli. Solo chi respira questo turismo ne comprende le aspettative.
Noi, non abbiamo la pretesa di dire che siamo i migliori ma possiamo asserire che siamo, innanzitutto, turisti itineranti che hanno ancora voglia di migliorare questo mondo in continuo fermento, che non abbiamo bisogno di unioni, quanto di concretezza, di praticità e di collaborazione sincera, valori ancora oggi troppo lontani dal nostro mondo. Noi andiamo avanti, mostrando il petto e allargando le nostre spalle per proteggerci da attacchi di chi non vorrebbe neppure che il nostro turismo alzi la testa, mostrando finalmente la sua dignità, e continuiamo prendendo le distanze da chi, pur di non ammettere successi di altri, nasconde le verità che in questi mesi stanno risvegliando il settore, tacendo su eventi unici per paura di accorgersi di essere rimasto troppo indietro rispetto alla crescita della nostra identità.
Viviamo, quindi, le nostre diversità in modo positivo, senza cercare unicità delle quali non sapremmo cosa farne, prendendo le distanze da chi tace per paura del cambiamento.
E’ arrivato il momento di cercare interlocutori nuovi, che abbiano la capacità di saperci ascoltare, con la speranza che sia finita l’era di parlare… parlare… parlare… solo fra di noi.
Noi, con il vostro aiuto, ci stiamo provando.
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