Contare le migliaia di email
e le centinaia di telefonate
che ho ricevuto in
questi giorni è praticamente
impossibile. Nella
consapevolezza di non
dover disperdere gli aiuti da offrire ai
cittadini abruzzesi, tantissimi di voi mi
avete contattato per offrire la vostra
disponibilità (e non solo).
Una gara di solidarietà che non credevo
più possibile da quando, anche noi,
abbiamo perso un po’ il senso dell’altruismo.
Una volta era quasi normale.
All’immancabile colpo di fari, seguivano
una serie di comportamenti solidali che
erano propri del vivere all’aria aperta.
Una volta, ma non ve lo nascondo, da
un po’ di tempo credevo che questa
caratteristica del turista itinerante si
fosse persa.
Per strada, peregrinando, più che avvicinarsi
al camper già parcheggiato, ci si
allontana; ci si guarda con circospezione,
quasi con distacco.
Piano piano, anch’io mi stavo abituando
all’indifferenza che ormai caratterizza
le nostre escursioni. Mi stavo
ambientando, senza accorgermene, in
un nuovo stile di fare turismo che, non
solo non mi apparteneva ma era anche
lontanissimo dallo spirito di campeggiatore
che ha caratterizzato tutta la mia
vita.
Ed ecco che, nel momento del bisogno,
tutti questi dubbi sono stati spazzati via
dal vento delle macerie.
Una solidarietà commovente, disarmante,
pressante, mi ha riportato ai tempi
in cui non c’erano dubbi.br>
Con un semplice giro di e-mail abbiamo
trovato diverse caravan, contributi e
materiale da offrire alle popolazioni terremotate,
senza tralasciare gli aiuti economici.
A chi mi ha chiesto a quale conto corrente
versare i contributi ho risposto
che, a mio avviso, bisogna aspettare un
po’ di tempo per cercare di individuare
quali strutture, paesi o comunità avranno
ancora bisogno di aiuto.
Comunque, in ogni caso, abbiamo già
dato sul nostro sito www.turismoitinerante.
com una serie di indicazioni utili
per offrire un aiuto concreto alle popolazioni
colpite dal sisma. Ho letto con
piacere che “Arance di Natale” ha già
deciso di “dirottare” i fondi raccolti
nelle varie fiere alle popolazioni abruzzesi
(e per chi, come me, era presente a
Ripabottoni in provincia di Campobasso
sa che queste organizzazioni offrono
concretamente i loro fondi acquistando
materiali indispensabili per la ripresa
delle attività sociali). Anche alcuni club
dell’Unione Club Amici hanno deciso di
offrire il ricavato del progetto “il più…
in più” alla Protezione Civile in modo
da individuarne i beneficiari.
Insomma, una corsa contro il tempo.
Quel tempo che si è fermato alle 3 e 32
del 6 aprile spezzando innocenti vite
che, adesso, sono ricordate da questo
nostro cuore itinerante.
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