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Quarto reportage di Giuseppe Rivalta e Dario Brignole.
Lasciate le vette del Paine, in Cile, eccoci di nuovo in Argentina per andare a visitare altri monumenti della natura: il Cerro Torre ed il Fitz Roy. A El Calafate il 17 è festa e assistiamo ad un movimentato rodeo con cavalli e poi ci spostiamo al mitico Ghiacciaio Perito Moreno.
L’incontro con la massa di ghiaccio che si rovescia con fragore nel lago, è impressionante.
Con un battello si arriva fin sotto al fronte del ghiacciaio zigzagando tra gli iceberg .
Poi un sentiero in discesa ci porta dall’altra parte del fronte ghiacciato e da una serie di “mirador” si gode del classico panorama visto e sognato in tante fotografie, in primis in quelle di Nino Cirani che con la sua Land 109 , nel 1973 scese dall’Alaska alla Terra del Fuoco!
Lasciato il Perito Moreno, ci spostiamo lottando col caldo e col vento contrario, a Chalten luogo di partenza per spedizioni alpinistiche al Cerro Torre ed al Fitz Roy, cime legate a storie dell’alpinismo italiano:Maestri, Mauri e Bonatti, tanto per citare i più famosi. La sera i monti sono nascosti classicamente da una cortina di nubi impenetrabili, ma al mattino uno squarcio di sereno ci fa godere delle immagini sconvolgenti di quelle cime che sembrano aghi puntati verso il cielo!
Il 20 febbraio siamo sulla Ruta 40 e prima del pueblo di Tres Lagos, l’attenzione va ad un sottoroccia a destra della strada. A piedi Pino si arrampica verso quella rientranza sperando di scoprire tracce preistoriche e ben presto è accontentato. Sulla parete interna vi sono dei graffiti e impronte di piedi incisi nella arenaria: si tratta certamente di un sito non catastato.
La sera dopo 100 km di sterrato ci fermiamo a Laguna Grande, un’estancia abbandonata, le luci del tramonto radenti conferiscono al luogo un aspetto irreale.
Al mattino lungo la strada fotografiamo un piccolo armadillo che non mostra segni di timore: ha il corpo caldo e ben pasciuto.
A San Julian incontriamo il parroco della chiesa in cui fu detta la prima Messa in Argentina e gli consegniamo un poster della festa di Ferragosto che si è tenuta a Bologna nel 2007, come ricordo.
Il 22 febbraio arriviamo a Puerto Deseado sull’Atlantico, un luogo dove Magellano fece manutenzioni alle sue navi e dove si fermò Francis Drake, Cavendisch ed infine la Beagle di Darwin.
Mentre Dario va a Comodoro per questioni di gomme da acquistare, noi ci facciamo una scorpacciata di chilometri e riattraversiamo l’Argentina per andare a vedere le famose pitture rupestri della Cueva de las Manos.
Una strada sterrata (che qui è chiamata “ripio”) ci scuote nel camper come dei grilli. Tra urti, scossoni, polvere e caldo arriviamo in vista del canyon dove sulle pareti, da 12.000 anni ai 3000 da oggi i popoli Pre-Tehuelche hanno lasciato oltre 800 pitture di mani per lo più femminili e di bambini. Un luogo di una bellezza e di un interesse sconvolgente. Non per niente è Patrimonio UNESCO, ovvero di tutti noi.
Ancora altra stradaccia e finalmente riprendiamo la Ruta 40 ed arriviamo a Esquel. La cittadina è vicino al Parco de los Alerche, una pianta di una specie di Larice che qui vive da millenni. Spero che viva ancora perché appena imboccata la valle siamo stati avvolti da un fumo azzurrognolo, non di ceneri vulcaniche, bensì di ceneri della foresta in fiamme da alcuni giorni.
Appena riusciremo a far gasolio (che qui non c’è ) andremo a San Carlo de Bariloche e poi di nuovo in Cile!
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