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Potosi’ l’abbiamo visitata accuratamente non ostante gli oltre 4000 metri di quota (e’ la citta’ piu’ alta del mondo!).
Costumi coloratissimi, bande musicali, tamburi, flauti andini, cappelli tipici delle varie genti che abitano questo territorio, personaggi politici tra cui anche il Presidente della Bolivia Evo Morales ecc. sono solo alcuni flashes di una “fiesta” durata dal Venerdi’ al Lunedi’. Potosi’ e’ pero’ una citta’ davvero che merita una lunga visita per tutta la Storia che ha alle spalle. Da quando un indigeno, nel 1544, scopri’, per caso, l’Argento sulla montagna che domina la citta’, qui il mondo e’ cambiato radicalmente. Nel Cerro Rico vennero aperte decine di miniere perche’ proprio nelle sue viscere vi era il giacimento piu’ importante per la Spagna, che invase il mondo a scapito pero’ di migliaia di indios e negri! Gli schiavi lavoravano all’interno per 4 mesi!! Ancora oggi pero’, sono attive decine e decine di miniere che estraggono poco argento, ma molto di piu’ stagno e altri minerali. Le condizioni di lavoro sono assurde e la “sicurezza” e’ un termine che non esiste. Abbiamo percorso alcune centinaia di metri della miniera “Maria” (che ha gallerie del 1700) e abbiamo visto cose che fanno drizzare i capelli!!! Basti dire che la polvere bianca che copre un po’ tutto e’ Arsenico!.Dentro si venera il “Tio” una statua di diavolo a cui vengono offerte foglie di coca, sigarette ecc. L’eta’ media dei minatori adulti non supera i 44 anni e quelli che vi entrano da ragazzini, i 22!!! Ancora oggi e’ accertato che nei piani bassi vi lavorino bambini di 8-12 anni.
Potosi’ pero’ venne voluta elegante e bella e piena di chiese finemente decorate…I signori del potere non si curavano di quanto avveniva dentro alla montagna divenuta un “emmenthal”. Quando sara’ finito tutto il minerale che sara’ di Potosi’? E’ oggi si’ una citta’ dell’UNESCO, ma che cosa si fa’ realmente per proteggere questa povera categoria di “mineros”? La Bolivia deve risolvere ancora dei grossi problemi interni per riuscire ad adeguarsi ai suoi vicini cileni ed argentini:
Partiti dalla citta’ il 13 Novembre e dopo aver rifatto 4 o 5 passi ad oltre 4300 metri, da Chapallata ci siamo diretti velocemente verso la capitale La Paz. Ad Oruro ci siamo fermati molto poco perche’ le sue condizioni igieniche e urbanistiche farebbero bella figura in India o in Africa!! Maiali che mangiano spazzatura, cani che mangiano carogne di maiali e un vento che trasporta polvere tipo Ghibli che obbliga ad accendere i fari!! Finalmente usciti da quest’Inferno siamo sulla Panamericana in pieno altipiano andino. Verso le 18 appare all’orizzonte la Cordillera Real, la catena dentellata da cui spicca il gigantesco Illimani ,che sfiora i 7000 metri, del tutto innevato. Ci fermiamo verso El Alto la citta’ povera che domina La Paz. Ci avvisano di stare attenti ai ladri ed alle rapine. Dormiamo con sonno leggero, ma non succede nulla. Il mattino del 15 “scendiamo” dentro a La Paz che e’ a 3700 metri. Traffico pazzesco di bus e minibus che si infilano da tutte le parti. Non so come riusciamo a parcheggiare nella via principale, nella zona delle Ambasciate che e’ sorvegliata dai militari.
In taxi andiamo verso il centro e ci fermiamo davanti alla splendida chiesa di San Francesco. Poco piu’ su’ c’e’ la via dei venditori di pozioni per i Brujos (stregoni) con erbette strane e feti di poveri Lama incartapecoriti. Ancora una volta la Bolivia mostra i suoi aspetti piu’ profondi che si allontanano anni luce dalla civiltà del XXI° secolo, dove la cristianità fatica ad imporsi veramente.
Ad una fermata di autobus incontriamo un personaggio molto particolare: il Prof. Wolfram Mannebach, tedesco, ottantottenne, ma da sempre e’ impegnato in problemi di economia e di salvaguardia delle minoranze etniche. Compriamo il suo ultimo libro “ Con lagrimas en los ojos” che si puo’ trovare in Internet a:
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Lo consiglio a chi si interessa di problemi del Terzo Mondo.
Da la Paz,dopo aver risolto i problemi del passaporto di Carla( che era stato rubato insieme a carte di credito ecc. a Potosi¡) presso l’ambasciata italiana punteremo a Nord verso il Lago Titicaca e poi Peru’.
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