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Da Cartagena (Colambia) al Costa Rica PDF Stampa E-mail

L’arrivo a Cartagena ci ha sollevato lo spirito, poiche’ non ostante la apparente tranquillita’, la Colombia ha ancora varie cose da risolvere al suo interno.
Cartagena e’ un piccolo gioiello di architettura militare.
Imponenti sono le sue mura fortificate ancora in ottimo stato.All’interno di esse, la citta’ vecchia con le sue chiese come quella di Santo Domingo,la piu’ antica, che ha nella piazza antistante una statua di donna grassa tipica dell’arte di Botero, famoso artista colombiano che oggi vive in Toscana.
La visita al Museo de Oro e’ interessantissima con i suoi reperti preziosi.
Impressionante e’ invece il Museo dell’Inquisizione con ricostruzioni di strumenti di tortura usati per estorcere false verità a poveri individui.
A questo proposito ci chiediamo perche’ Torquemada sia sepolto in una chiesa a Roma!!!.
A Cartagena incontriamo il Capitano Manfred Alwardt, un personaggio unico.
Grazie a lui riusciamo finalmente a organizzare la spedizione dei camper per Panama’. Vari giorni di incontri, lavori con gli uffici del porto e finalmente riusciamo a mettere i due camper su un “flat”(piattaforma) che verra’ issata a bordo di una porta container della Seabord per Cristobal Colon (Panama).
L’operazione e’ durata dall’8 febbraio al 14.
Il costo e’ stato di 1618 Dollari USA a camper oltre a spese varie tra Hotel, taxi ecc.di circa 200 Doll.USA.Il prezzo e’ senz’altro buono poiche’ in Ecuador ci avevano prospettato il triplo.Crediamo utile comunicare i recapiti del Cap.Manfred: cell.00573114006394 / mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Poi finalmente in volo per Panama’ con Aerorepublica.Essendo il nostro caso particolare, non capivano perche’ ci servisse solo un biglietto di andata, poi alla fine …eccoci alla sera del 14 febbraio in un Hotel di Panama’City.
Al mattino subito in giro con taxi per visitare questa grande e moderna citta’ fatta da numerosi e slanciati grattacieli.
Verso le 9 siamo su una delle chiuse del Canale, la Miraflores, e assistiamo all’operazione di trasferimento di due navi portacontainer. E’ una sensazione strana che ci prende perche’ sembra quasi incredibile essere finalmente sulla America Centrale e sul Canale piu’ famoso al mondo: un’opera “faraonica”.
Poi a girare per Puerto Viejo dove incontriamo le donne Kuna con i loro tessuti coloratissimi. Questa etnia viene dalle Isole di San Blas ed hanno caratteri antropologici diversi dagli altri. Trovo finalmente la stoffa col disegno del Pipistrello che cercavo da tempo!Attraversiamo il grande ponte de Las Americas,opera imponente sul canale.
Poi eccoci a Panama Viejo con le rovine della cattedrale e della citta’ distrutta e incendiata dal mitico Pirata Morgan.
Nel pomeriggio il nostro taxi ci conduce a Colon, sui Caraibi panamegni.
Qui invece piombiamo nel luogo piu’ pericoloso di tutto il viaggio.Colon e’ una citta’ da Day After con strade circondate da case liberty oggi ridotte a cumuli di sporcizia, con fili della luce pendenti ovunque e con una popolazione disperata che per pochissimo ti puo’ tagliare la gola!|! L’hotel che troviamo a un prezzo decente e’ in questo centro.Per uscire alla sera a cenare in un ristorante a 20 metri ci scortano…non dico altro.
Comunque non essendo arrivata la nave con i nostri camper, il 16 andiamo a visitare Portobelo, altra localita’ che subi’ le violenze di Morgan, di cui restano belle fortificazioni spagnole che proteggono la baia…piuttosto sporca.
Finalmente il giorno dopo usciamo dal porto di Colon sui nostri baldanzosi camper, veramente soddisfatti di esser riusciti a superare l’ostacolo del “Tapon del Darien”. Ora si corre sulla Pan americana verso il Costarica. Al pomeriggio del 18 siamo nel piccolo pueblo de La Pintada dove visitiamo una fabbrica di sigari di Miriam Padilla, una vecchia e distinta signora che e’ qui da 35 anni. Il giorno dopo sosta nell’area archeologica di Cano. Qui stanno lavorando archeologi dello Smithsonian Inst. e National Geografic per portare alla luce una cultura antica che ha lasciato tumuli tombali e cerchi ampi di menhir oltre a vasi e altri materiali.
Attraversiamo monti coperti da foreste e finalmente il 20 febbraio varchiamo il confine col Costa Rica.
La nostra “Rediscovering The Americas” prosegue sempre in modo entusiasmante!

 

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